“Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!”, recita in una sua filastrocca Gianni Rodari. Ispirandosi a questo appello, dal 21 maggio al 4 luglio a Reggio torna il festival Fotografia Europea, giunto quest’anno alla sedicesima edizione, dopo la pausa forzata imposta dalla pandemia di nuovo coronavirus che ha costretto gli organizzatori a cancellare l’edizione del 2020.
A due anni di distanza, dunque, il festival ritorna a invadere la città con un programma ricco di eventi e decine di progetti fotografici che si interrogano sul ruolo delle immagini e della cultura visiva in questo momento storico, ponendo l’attenzione sulla natura complessa e sfaccettata delle immagini, che proprio grazie alla loro indeterminatezza, provvisorietà, ambiguità e complessità sono un ottimo punto di partenza per aiutare il pubblico a ripensare il mondo in cui viviamo.
La manifestazione, promossa dal Comune di Reggio e dalla Fondazione Palazzo Magnani, partirà con un’anteprima – il 14 maggio – proponendo per la prima volta delle mostre open air: cinque progetti di fotografi contemporanei creeranno altrettanti allestimenti unici in piazze e luoghi del capoluogo, pensati ad hoc per una visione all’aperto, in modo da garantire la fruizione in qualsiasi condizione e a un pubblico ampio.
Uno di questi progetti sarà quello del vincitore dell’open call riservata ai talenti emergenti, aperta fino al 22 febbraio: fotografi, curatori e collettivi europei di qualsiasi età sono chiamati a sviluppare un progetto sul tema di questa edizione, pensato per un allestimento all’aperto. Al vincitore il festival garantirà un contributo di 3.000 euro per l’installazione del progetto, che entrerà a far parte del circuito ufficiale di Fotografia Europea 2021.
Le proposte saranno selezionate da una giuria composta dalla direzione artistica del festival, che quest’anno si rinnova: al fianco di Walter Guadagnini ci saranno Diane Dufour (direttrice di Magnum Photos dal 2000 al 2007, fondatrice dello spazio espositivo parigino Le Bal e affezionata collaboratrice del festival dal 2015 al 2017) e Tim Clark (curatore e docente inglese, capo redattore di 1000 Words, uno dei principali magazine online di fotografia – da lui fondato nel 2008 – e punto di riferimento per la cultura fotografica contemporanea).

“Se non è stato ancora provato che la bellezza salverà il mondo, è certo che la bellezza, come in passato, aiuterà a farlo vivere con intelligenza, libertà e elevazione della persona”, ha detto il sindaco di Reggio Luca Vecchi: “Riproporre, coraggiosamente, Fotografia Europea nel 2021 ha questo principale obiettivo: aiutare a vivere e a far rivivere le persone, chiunque esse siano, da qualsiasi parte del mondo provengano, grazie alla fotografia e agli artisti che la propongono. Avremo novità importanti e innovative e una direzione artistica prestigiosa, rafforzata e in continuità con la lunga esperienza trascorsa, apprezzata al punto da fare di Reggio e di Fotografia Europea un punto di riferimento internazionale”.
In questi ultimi mesi, ha ricordato l’assessora reggiana alla cultura e al marketing territoriale Annalisa Rabitti, “il mondo della cultura reggiano, costretto a una pausa forzata e sofferta, ha risposto all’emergenza Covid-19 con numerose iniziative dinamiche e creative online. Ma la cultura che amiamo è in presenza. Per questo non abbiamo rinunciato a organizzare il festival Fotografia Europea e a rinnovarlo nel programma e nella direzione artistica, che si apre a orizzonti internazionali con nuove partecipazioni. Crediamo che la fotografia possa aiutarci a immaginare il futuro producendo domande, sollevando dubbi e opinioni, ponendo l’attenzione sui limiti, ma anche aiutandoci a generare soluzioni per superarli. A Reggio la cultura non si ferma, non si dà per vinta e non starà al suo posto”.






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Condivido in pieno la tua considerazione!
Lasciamoli crescere tranquilli nella carriera di criminali ab ovo....da coccolare, così prepariamo una nuova generazione: non sia mai che si perda un giro di gang.
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Davvero una bella idea! Complimenti! Giá ora con due corsie quando il passaggio a livello di via Adua è chiuso si crea una lunga coda. […]