Hanno dai venti ai settanta anni di vita le otto cooperative reggiane alle quali lunedì 15 dicembre, nella sede di largo Marco Gerra, a Reggio, Confcooperative Terre d’Emilia ha consegnato attestati di riconoscimento per la pluridecennale attività e i risultati conseguiti in questo cammino.
Per il presidente della centrale cooperativa Matteo Caramaschi “sono strutture che emblematicamente rappresentano gran parte della storia del movimento cooperativo nella nostra provincia, con le esperienze più antiche nella cooperazione agricola e nel consumo e la successiva espansione nelle costruzioni e nelle aree in cui sono via via emerse vere e proprie emergenze sociali: dalla cura delle persone anziane all’inserimento al lavoro di persone che scontano fragilità e svantaggi”.
I riconoscimenti sono stati consegnati dal presidente Caramaschi e dalla responsabile del comitato territoriale di Reggio Anna Colombini alle seguenti cooperative:
Cooperativa cattolica sociale Gavassa: nata come cooperativa di consumo nel 1955, creò un bar e un negozio di generi alimentari nella piccola frazione reggiana. Dopo 43 anni modificò la sua funzione di servizio per rispondere ai nuovi bisogni emergenti nella comunità locale: fu così che avviò la costruzione di una struttura per anziani da 30 posti intitolata a don Luigi Messori, tra i principali sostenitori dell’iniziativa.
Cooperativa agricola Sant’Ignazio: si colloca sicuramente tra le prime esperienze della cooperazione agricola di servizio. Nata a Guastalla nel 1975, è la struttura di riferimento per una quarantina di aziende agricole per la gestione in comune di macchine agricole per la lavorazione dei terreni. La gestione cooperativa consente un utilizzo ottimale dei mezzi e una dotazione di macchine altrimenti inaccessibili alle singole aziende agricole.
Società cooperativa agricola La Collina: nata nel 1975 grazie al forte impulso di don Lorenzo Braglia, e pluripremiata come azienda agricola d’eccellenza nelle produzioni biologiche e biodinamiche, è un singolare esempio di agricoltura che si fa inclusione, comunità e famiglia al tempo stesso, in un cammino sempre connotato dall’accoglienza di persone con dipendenze. La sua storia è stata anche al centro di un docu-film del regista Alessandro Scillitani.
Scuola edile Reggio Emilia: nata dalla fusione di due cinquantenari enti bilaterali impegnati nella formazione nel settore delle costruzioni, è un punto di riferimento comune a tutte le associazioni imprenditoriali e alle organizzazioni sindacali del comparto. Eroga servizi formativi qualificati e ad alta specializzazione per i lavoratori, con un impegno particolarmente rilevante riservato alla cultura della sicurezza.
La Vigna: nata quarant’anni fa, è una delle cooperative sociali reggiane più impegnate nell’inclusione lavorativa di persone che scontano svantaggi nell’accesso al mondo del lavoro, che oggi rappresentano oltre il 40% degli occupati. È particolarmente impegnata nella gestione di servizi di igiene ambientale e, attraverso la controllata Meridiano 361, nel commercio equo e solidale, con rapporti che riguardano una quindicina di Paesi esteri.
Nuovo Raccolto: in trent’anni di attività, questa cooperativa sociale ha favorito l’inserimento al lavoro di oltre 400 persone in difficoltà, svantaggiate e/o con disabilità. Cuore pulsante della Val d’Enza, ma presente anche in altre aree del territorio reggiano, Nuovo Raccolto svolge in massima parte servizi ambientali, ma recentemente ha attivato anche un servizio di recupero bancali e la gestione di un centro estetico.
Hesed: da vent’anni la cooperativa sociale è particolarmente vicina alla riabilitazione di uomini e donne, giovani o adulti, con sofferenza psichiatrica. Le attività sviluppate (tra cui l’assemblaggio) offrono percorsi di inserimento mirati. Con il laboratorio “A-Mano” valorizza le risorse creative di ragazzi e adulti; con il progetto “Ricucio la mia vita” unisce l’attività tessile e creativa all’inserimento lavorativo e sociale di donne in difficoltà.
San Michele Arcangelo: vent’anni di attività come cooperativa sociale, ma una storia ben più lunga (iniziata nel 1967 con monsignor Orlando Rigattieri) come realtà comunitaria impegnata a sostegno degli anziani e, oggi, come realtà in cui si integrano, in una dimensione di famiglia, la casa protetta e due scuole materne. Un progetto nato da don Gianni Manfredini, nominato parroco nel 2000, e da un impegno parrocchiale diffuso, con l’apporto di tanti volontari.






Mancano diverse Cooperative, forse, per dimenticanza ….: Coop. Muratori di Cavriago, di Reggiolo, Orion, Unieco, Coopsette, Tecton …………