Grazie alla secca del Po è stata rinvenuta da Davide Persico, docente di Paleontologia all’Università di Parma e Direttore del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo, parte di un calvario umano arcaico composto dalle due ossa parietali e dall’osso occipitale. Il ritrovamento, reso possibile dalla magra eccezionale del fiume e realizzato con la collaborazione con Living the River, è stato effettuato alla barra fluviale di Isola Serafini (Monticelli d’Ongina), a valle della confluenza con il fiume Adda.
Il fossile, già segnalato alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza, è custodito nel Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma, che ne garantisce la conservazione e coordinerà lo studio multidisciplinare.
Il progetto di ricerca, denominato “Aacmar”, indagherà la paleoantropologia, la paleogenetica e la geochimica del prezioso reperto. Esso si svolgerà nei prossimi mesi mediante una collaborazione tra la Soprintendenza, l’Università di Parma, l’Università di Milano, l’Università di Bologna e il Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po con lo scopo di ricostruire la storia di un esemplare unico nello scenario paleontologico padano, per presentarla in articoli scientifici su riviste internazionali e nella nuova esposizione permanente del Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma, dove il fossile verrà esposto.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno