Lunedì 3 gennaio l’assessore regionale alle politiche per la salute dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini, a margine di una conferenza stampa al policlinico Sant’Orsola di Bologna, ha ammesso che ormai la zona gialla “è un orizzonte molto vicino. Nel caso in cui aumentassero i ricoveri e le dimissioni dei pazienti ricoverati non fossero altrettanto consistenti, sicuramente da lunedì 10 gennaio andremo in zona gialla”.
Per far scattare il cambio di colore di una regione dalla zona bianca alla zona gialla devono verificarsi contemporaneamente tre condizioni: un’incidenza settimanale dei contagi compresa tra i 50 e 150 nuovi casi ogni centomila abitanti, un tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva da parte di pazienti Covid superiore al 10% e un tasso di occupazione dei posti letto in area medica non critica (afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia) da parte di pazienti Covid superiore al 15%.
Al momento l’Emilia-Romagna, secondo l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), ha superato tutte e tre le soglie, con un’incidenza settimanale ben superiore ai 50 casi ogni centomila abitanti, un tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva da parte di pazienti Covid ormai al 15% e un tasso di occupazione dei posti letto in area medica da parte di pazienti Covid pari al 16%.
Se i trend, come è probabile, dovessero confermarsi stabili o addirittura in crescita, da lunedì 10 gennaio l’Emilia-Romagna passerà dall’attuale zona bianca alla zona gialla.






Ultimi commenti
Sottoscrivo tutto in ogni punto di quanto scritto!!
Per un reato di questo tipo nella sua splendida terra di origine a quale cura sarebbe sottoposto?
...zzo! Pare che nei reparti del T.S.O. s'avverta un fremito di spaesamento: e adesso dove andranno a pescare i picchiatelli? Forse i pochi neuroni disponibili