Lo ha detto la moglie di un modenese rientrato questa mattina e atterrato a Pratica di Mare. L’uomo, infatti, è uno dei cinque emiliani che lavorano per un’azienda del comprensorio ceramico di Modena rientrato dalla Cina. “Ho sentito mio marito, stanno fortunatamente tutti bene e sono sollevati. Al momento non andrò a Pratica di Mare, sarebbe inutile, nel senso che non potrei incontrare mio marito, dato che stanno svolgendo tutti gli accertamenti medici del caso. Siamo tutti sollevati in ogni caso”.
Era atterrato nella mattinata all’aeroporto militare di Pratica di Mare l’aereo con la sessantina di italiani che hanno lasciato Wuhan a causa del coronavirus. Non è potuto salire sull’aereo diretto a Roma uno degli italiani che si trova a Wuhan perché aveva la febbre. Lo si apprende da fonti diplomatiche che spiegano come i protocolli sanitari internazionali vietino di salire a bordo a chi mostra sintomi che potrebbero essere riconducibili al coronavirus, per la tutela degli altri passeggeri. Il connazionale, assicurano le fonti, è seguito attentamente da personale medico, dell’ambasciata e del ministero degli Esteri cinese. L’Unità di crisi della Farnesina è in stretto contatto con la famiglia. Dopo gli accertamenti i 56 connazionali hanno lasciato l’aeroporto a bordo di due pullman militari, per andare alla città militare della Cecchignola dove passeranno un periodo di quarantena per due settimane, il tempo massimo di incubazione del virus . Sia il personale sanitario, sia i soldati a bordo, sia i passeggeri indossavano mascherine e occhiali protettivi.






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