A fine agosto la sezione reggiana di Confcommercio-Imprese per l’Italia ha condotto un’indagine presso i propri associati per monitorare l’andamento economico nei settori del commercio, del turismo e dei servizi della provincia reggiana.
Il sondaggio, ha spiegato il presidente di Confcommercio Reggio Davide Massarini, “ci rivela che quasi il 60% delle attività si è attivata per promuoversi digitalmente, e il 10% in più delle attività si è attivata nel corso dell’anno per vendere tramite canali digitali. L’antifragilità degli imprenditori reggiani ha dato segnali positivi soprattutto in un contesto come quello dei pubblici esercizi, dove la carenza di personale ha reso ancora più complicata la gestione”.
Restano invece in sofferenza, sebbene in maniera più contenuta rispetto al 2020, il commercio al dettaglio non alimentare e il settore alberghiero della pianura.
L’economia reggiana, dunque, per Massarini “è in ripresa, ma i danni provocati dalla pandemia sono ingenti. I dati nazionali ci dicono che i consumi sono crollati ai livelli più bassi degli ultimi quindici anni, mentre continuano ad aumentare le spese obbligate, in particolare quelle relative all’abitazione che, nel 2020, hanno toccato il massimo storico assorbendo quasi un terzo della spesa complessiva delle famiglie. Occorre assolutamente scongiurare nuove restrizioni che andrebbero a minare il clima di fiducia, l’impegno degli imprenditori e i risultati emersi nell’ultimo trimestre”.






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Ma chissenefrega di costei!
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