Come annunciato già nei giorni scorsi, la Cgil ha ribadito l’intenzione di proclamare uno sciopero generale in tutta Italia qualora la Global Sumud Flotilla – il gruppo di una cinquantina di imbarcazioni con a bordo aiuti umanitari in viaggio verso la Striscia di Gaza con l’obiettivo di forzare il blocco navale di Israele – dovesse essere nuovamente attaccata durante la navigazione o qualora le fosse impedito di compiere la sua “missione”.
Dal momento che tale eventualità non è per niente remota, per non dire che è praticamente certa, a Reggio la macchina organizzativa della Camera del lavoro è già a pieno regime: l’intenzione è quella di organizzare un corteo per le vie della città per bloccare una parte della circonvallazione e del centro storico. È anche già stato individuato il punto di ritrovo, fissato alle ore 9 al polo scolastico di via Makallè, dal lato del tribunale. La scelta non è certo casuale: l’obiettivo è quello di coinvolgere studenti e insegnanti, che in occasione dello sciopero generale dello scorso 22 settembre hanno dimostrato grande sensibilità per la causa del popolo palestinese.
“Scioperare rappresenta un mezzo per manifestare solidarietà al popolo palestinese, per protestare contro una politica estera del nostro governo pavida, inadeguata e connivente ma anche per tutelare gli interessi di lavoratori, pensionati e cittadini”, ha spiegato Cristian Sesena, segretario generale della Cgil reggiana: “Meloni & co. stanno preparando una legge finanziaria di guerra, fatta di tagli pesanti allo stato sociale, al welfare, alla sanità. Il tutto perché si è deciso di soggiacere supinamente al diktat di Trump di aumentare le spese per la difesa. Chiedere il ‘cessate il fuoco’ a Gaza come in Ucraina significa non solo lottare per un ideale, ma anche respingere un’economia costante di guerra, ove il prezzo della guerra lo pagheranno, come al solito, chi la guerra non l’ha dichiarata: lavoratori, pensionati e cittadini. Si sciopera per dire basta a una strage vergognosa, per dire che noi non ci giriamo dall’altra parte, ma pure perché i danni sociali di queste folli scelte saranno pesantissimi”.
La Cgil ha fatto appello a tutti i cittadini reggiani affinché aderiscano allo sciopero e partecipino al corteo, ma in particolare: ai lavoratori autonomi, ai commercianti, agli esercenti, a cui viene chiesto di abbassare le serrande durante lo sciopero, spiegando ai clienti le ragioni di tale scelta; alle associazioni cattoliche e alla Curia reggiana, “perché dove c’è morte e distruzione i credenti debbono portare conforto e speranza”; agli spazi sociali del territorio, “con cui siamo in costante rapporto”, ha sottolineato la Cgil, “perché ci sia unità non solo di visione ma anche di intenti e azioni per dar vita a una grande manifestazione pacifica; e infine alle istituzioni, ai sindaci reggiani, al presidente della Provincia, “che ci stanno mettendo la faccia e le bandiere (della Palestina): mobilitatevi e mobilitate!”.
“Reggio – ha concluso Sesena – si schieri ancora una volta dalla parte giusta della storia: quella della pace, della solidarietà e della coesione sociale”.






Perché non si imbarcano, tutti questi sinistri soloni? E mentre stanno al mare non studiano la Storia?