“Abbiamo deciso di sentire Giandavide De Pau, che si era autoaccusato nel 2019. La Commissione di inchiesta vuole fare un passaggio per toccare con mano la motivazione di un eventuale archiviazione e chi è il soggetto che ha pensato di fare dichiarazioni di questo tipo”. Così il deputato reggiano di FdI Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex capo della Comunicazione di Mps morto dopo essere precipitato da una finestra di Palazzo Salimbeni nel 2013, spiega all’Adnkronos i motivi che hanno spinto l’Ufficio di presidenza della Commissione a decidere di ascoltare De Pau. L’uomo, imputato per l’omicidio di tre donne uccise il 17 novembre 2022 a Roma, si autoaccusò nel 2019 della morte dello stesso Rossi. Circostanza emersa nei mesi scorsi, a margine del procedimento che lo vede imputato per i delitti di Prati, e per cui la sua difesa ha chiesto una perizia psichiatrica.
Prima dell’audizione, che sarà programmata nelle prossime settimane, Vinci avrà un colloquio informale in carcere con De Pau. “Abbiamo anche deliberato di acquisire tutte le archiviazioni delle segnalazioni fatte dalla precedente Commissione di inchiesta”, riferisce Vinci aggiungendo che saranno acquisiti pure gli atti legati alle dichiarazioni rese dallo stesso De Pau che, come emerso nei mesi scorsi, fu ascoltato dalle forze dell’ordine che evidentemente non trovarono riscontri alle sue autoaccuse.
Intanto l’Ufficio di presidenza ha scelto e indicato alcuni consulenti che entreranno presto in carica. Tra questi spicca il nome di Luca Migliorino, ex deputato M5s ed ex vicepresidente della stessa Commissione nella scorsa legislatura che seguì attentamente il caso e gli aspetti più tecnici anche grazie alle sue competenze informatiche. Tra gli altri nomi, anche quelli di due reggiani: il medico legale Robbi Manghi (foto) e il commercialista Paolo Chiussi. “La scelta dei consulenti – spiega Vinci – è un passaggio fondamentale perché consentiranno ai commissari di svolgere un esame, anche tecnico, di tutto il materiale. Sono felice che questo passaggio sia stato condiviso da tutti”.







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sana invidia per quelli che il prosciutto non lo mangiano ma che due fette tagliate non troppo fini le hanno sempre sugli occhi....
Fabiola ha ragione.
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