Medici, infermieri e operatori sanitari italiani sono stati ufficialmente candidati al premio Nobel per la pace 2021. Le motivazioni del Comitato per l’assegnazione del Nobel hanno sottolineato come il personale sanitario italiano sia stato il primo nel mondo occidentale a fronteggiare la pandemia sul territorio, con abnegazione e coraggio al servizio delle vite altrui.
Una candidatura importante, prima nel suo genere, che per la Cgil “valorizza una categoria di lavoratrici e lavoratori italiani che fin dall’inizio della pandemia ha rappresentato la prima linea nel contrasto fattivo all’emergenza sanitaria”.
“Le capacità, le conoscenze, la fatica e il coraggio che i nostri sanitari hanno messo in campo meritano e meriteranno sempre il rispetto, il ringraziamento e la valorizzazione da parte di tutto il nostro paese”, ha sottolineato Fp-Cgil, aggiungendo anche che “non si deve però dimenticare che la storia di questa categoria di lavoratori è fatta di tagli, esternalizzazioni, stereotipi, aggressioni fisiche al personale e poche o scarse valorizzazioni attraverso i rinnovi dei contratti nazionali, che sono rimasti bloccati per anni”.
Per queste ragioni, secondo il sindacato, la prestigiosa candidatura “deve spingere una volta di più a guardare in modo diverso a questi professionisti e lavoratori della sanità e dell’assistenza, perché il futuro non sia fatto solo di riconoscimenti morali, seppur importanti, ma passi dai riconoscimenti concreti, che incidono sulle condizioni di vita e di lavoro, attraverso investimenti, assunzioni, formazione, stabilizzazione dei precari e adeguati rinnovi contrattuali”.
Per la categoria Fp-Cgil “c’è bisogno di politiche pubbliche sulla sanità e sulla socio-assistenza che non celebrino solo genericamente degli “eroi”, ma proteggano, sostengano e valorizzino con i fatti, e nel quotidiano, quel grande patrimonio di professionalità, conoscenze e umanità che medici, infermieri e operatori socio-sanitari italiani mettono in campo ogni giorno al servizio del paese e dei cittadini. Crediamo nel valore e nella difesa del lavoro pubblico e su questo continueremo a svolgere il nostro ruolo di tutela, difesa e contrattazione”.






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Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
Esatto, il detto in questione ai miei tempi era usato contro coloro i quali si rendevano protagonisti di vaniloqui o, come nel caso del nostro
A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,