I dati dell’Istat sull’export delle imprese reggiane nel 2024 hanno fatto suonare un nuovo campanello d’allarme per l’economia provinciale, certificando un momento difficile a causa soprattutto delle guerre e delle incertezze legate all’instabilità politica mondiale.
Nel dettaglio, hanno contribuito alla frenata dello scorso anno soprattutto le minori esportazioni di prodotti di abbigliamento e maglieria (-4,3%), di prodotti in ceramica (-2,3%) e la forte riduzione delle vendite di macchinari, mezzi di trasporto e altri prodotti dell’industria metalmeccanica (-10,1%) e degli articoli in gomma e materie plastiche (-8%). All’opposto, invece, le esportazioni di prodotti alimentari e bevande sono aumentate del 14,8%.
Considerando l’intero 2024, le flessioni più evidenti dell’export provinciale reggiano hanno riguardato il calo delle vendite verso la Germania (-5,7%), gli Stati Uniti (-2,8%), la Francia (-10,2%), il Regno Unito (-15,4%), l’Austria (-8,7%), la Turchia (-7,8%), la Cina (-23,1%), la Russia (-24,7%) e il Canada (-25,2%). Gli apporti positivi maggiori, invece, sono arrivati dall’aumento delle esportazioni verso Ucraina (+29,1%), Arabia Saudita (+17,2%), Emirati Arabi (+17,1%), Brasile (+16,1%), Messico (+16,1%) e Marocco (+15,2%).
Per la presidente di Unindustria Reggio Roberta Anceschi “il calo delle esportazioni dell’industria provinciale nel 2024 è un segnale preoccupante, che si inserisce in un contesto economico globale particolarmente complesso. Uno dei fattori principali alla base di questo rallentamento è il freno alla crescita dell’economia europea, con particolare attenzione alla Germania, partner commerciale per molte delle nostre aziende”.
In aggiunta a questa congiuntura economica sfavorevole, ha aggiunto Anceschi, “il contesto geopolitico incerto gioca un ruolo cruciale. Le tensioni internazionali, in particolare quelle legate alla guerra in Ucraina e alle politiche protezionistiche, stanno contribuendo a creare un clima di incertezza che penalizza gli scambi commerciali globali. La minaccia dei dazi americani aggrava ulteriormente il quadro, perché rischia di ridurre la competitività delle imprese reggiane sui mercati esteri. Questo potrebbe minare ulteriormente le opportunità di espansione commerciale, in particolare nei settori più sensibili alle politiche tariffarie”.
Le imprese reggiane, dunque, “devono affrontare un panorama incerto e sarà essenziale sviluppare strategie per diversificare i mercati di esportazione, ridurre la dipendenza dai mercati più vulnerabili e continuare a investire in innovazione per rimanere competitive a livello internazionale”.






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