Ha dovuto ‘risposare’ – a distanza di sei anni – lo stesso uomo perché la prima unione civile (celebrata nel 2017 nella Sala del Tricolore) è stata dichiarata nulla dal Comune di Reggio Emilia. E’ successo a Federica Silva Pires, prima trans brasiliana a unirsi civilmente in Italia, che ieri in Comune a Modena ha detto nuovamente sì a Fabrizio Bellesia. Nel 2017, quando la coppia si era unita civilmente in Sala del Tricolore, Federica per l’anagrafe era infatti ancora Marco Antonio Silva Pires. Nel 2022, ha cambiato definitivamente sesso e concluso regolarmente le procedure per il cambio di identità sui documenti, prima in Brasile e poi in Italia, come consentito dalle leggi di entrambi i Paesi. Un lungo iter burocratico nel corso del quale nessuno le ha mai comunicato che la sua unione civile sarebbe stata sciolta.

La sorpresa è arrivata, per raccomandata, qualche mese fa arrivata quando il Comune di Reggio Emilia le ha notificato un’apposizione di annotazione di scioglimento della loro unione civile del 2017: la legge italiana, infatti, consente l’unione solo tra persone dello stesso sesso.
Così la coppia ha deciso di risposarsi in Comune a Modena, ma questa volta con un vero e proprio matrimonio, e ieri Federica e Fabrizio, ugualmente raggianti, si sono detti nuovamente sì al Comune di Modena. Abito a giacca di colore arancione lei, in scuro lui, sono di nuovo convolati a nozze, davanti a parenti e amici testimoni. Ma i problemi non sono ancora finiti. «Ora devo tornare a fare domanda di cittadinanza italiana e attendere due anni: è assurdo perché l’avevo già ottenuta con la prima unione civile e nel frattempo non ho cambiato casa, tanto meno marito e neppure residenza», ha dichiarato Federica che a questo punto ha un sogno: «sposarmi anche in chiesa davanti a Dio, ora sono una donna e io e Fabrizio ci terremmo davvero tanto».






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