Nel pomeriggio di domenica 27 aprile a Cadè, una macabra scoperta ha interrotto il gioco di alcuni ragazzini tra gli otto e i dieci anni, che si stavano sfidando a chi fosse sceso per primo in fondo a un fossato. Uno di loro, infatti, si è ritrovato davanti un teschio e altri resti, molto probabilmente umani.
Il fossato è il canale di irrigazione in secca che corre lungo via Reggiolo, di fianco al parco “Il Naturone”, a poca distanza dalla chiesa della frazione di Reggio sorta lungo la via Emilia. I ragazzini, spaventati dal ritrovamento, sono tornati a casa raccontando quello che era successo ai propri genitori, che a quel punto hanno allertato la polizia.
Sul posto, per repertare i resti, è arrivato il personale della polizia scientifica della Questura reggiana e quello della medicina legale e antropologia forense. La Procura di Reggio ha aperto un’inchiesta per identificare a chi appartenessero i resti ritrovati. Il teschio, ritrovato in non perfette condizioni di conservazione, anche per la prolungata esposizione alle intemperie, è quasi certamente di natura umana, probabilmente riconducibile a una persona di sesso maschile, anche se dai primi accertamenti è risultato essere di difficile datazione.
A questo punto, per avere qualche risposta più concreta, saranno decisive le analisi di laboratorio, e in particolare l’esame del Dna.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno