Nel pomeriggio di domenica 27 aprile a Cadè, una macabra scoperta ha interrotto il gioco di alcuni ragazzini tra gli otto e i dieci anni, che si stavano sfidando a chi fosse sceso per primo in fondo a un fossato. Uno di loro, infatti, si è ritrovato davanti un teschio e altri resti, molto probabilmente umani.
Il fossato è il canale di irrigazione in secca che corre lungo via Reggiolo, di fianco al parco “Il Naturone”, a poca distanza dalla chiesa della frazione di Reggio sorta lungo la via Emilia. I ragazzini, spaventati dal ritrovamento, sono tornati a casa raccontando quello che era successo ai propri genitori, che a quel punto hanno allertato la polizia.
Sul posto, per repertare i resti, è arrivato il personale della polizia scientifica della Questura reggiana e quello della medicina legale e antropologia forense. La Procura di Reggio ha aperto un’inchiesta per identificare a chi appartenessero i resti ritrovati. Il teschio, ritrovato in non perfette condizioni di conservazione, anche per la prolungata esposizione alle intemperie, è quasi certamente di natura umana, probabilmente riconducibile a una persona di sesso maschile, anche se dai primi accertamenti è risultato essere di difficile datazione.
A questo punto, per avere qualche risposta più concreta, saranno decisive le analisi di laboratorio, e in particolare l’esame del Dna.






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