I carabinieri di Brescello hanno rintracciato e arrestato un uomo di 56 anni che tra il 2014 e il 2017 si è reso responsabile di numerosi reati nelle province di Reggio, Parma, Bologna e Mantova: occultamento e distruzione di documenti contabili, truffa in concorso, sostituzione di persona in concorso, furto aggravato in concorso e circonvenzione di incapace in concorso.
Per questi fatti l’uomo è stato riconosciuto colpevole dai vari tribunali competenti che di volta in volta lo hanno giudicato. Dopo che l’ultima condanna, in ordine di tempo, è divenuta definitiva, nel distretto della Corte d’appello di Bologna, l’Ufficio esecuzioni penali della Procura generale ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di cumulo pene concorrenti: il cinquantaseienne dovrà scontare una pena complessiva di 11 anni, 6 mesi e 15 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una pena pecuniaria pari a 7.350 euro.
A carico dell’uomo pendevano ben sei sentenze di condanna. La prima è stata emessa dal tribunale di Reggio ed è divenuta definitiva il 27 maggio del 2021: l’uomo è stato condannato a sei mesi di carcere per il reato di occultamento e distruzione di documenti contabili ed emissione di fatture false. La seconda sentenza è stata emessa dal tribunale di Mantova ed è divenuta definitiva il 15 luglio del 2020: truffa in concorso commessa a Viadana, condanna a un anno di reclusione e alla multa di 300 euro.
La terza sentenza è stata emessa dal tribunale di Bologna ed è divenuta definitiva il 14 aprile del 2023: condanna per truffa in concorso commessa a Malalbergo, pena di un anno e due mesi di reclusione e multa di 500 euro. La quarta sentenza è stata emessa dal tribunale di Parma ed è divenuta definitiva il 25 giugno del 2024: condanna per truffa, furto aggravato e sostituzione di persona, reati commessi a Parma, pena di tre anni e sette mesi di carcere e multa di 700 euro.
La quinta sentenza è stata emessa dal tribunale di Bologna ed è divenuta definitiva l’8 ottobre 2024: truffa in concorso commessa a Bologna, condanna a due anni di reclusione e multa di mille euro. La sesta e ultima sentenza è stata emessa dalla Corte d’appello di Bologna ed è divenuta definitiva il 6 maggio del 2025: il 56enne è stato condannato per il reato di circonvenzione di incapace in concorso, commesso a Parma e a Lentigione.






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E così arriverà un'altra "materia" nel programma scolastico: educazione ciclistica dopo la civica, ecologica, sex.gender...tutto fuorché un decente Italiano o il minimo far di
Ma porca p...! Mai, mai, mai una mezza parola riguardo alla totale inosservanza del codice della strada da parte dei ciclisti! Ma dove vivete? Non […]
Quando fu coniato il termine "ruinismo, con un velo di disprezzo, dai cattolici democratici, le idee si contrapposero. Da Rosy Bindi, Franceschini, Romano Prodi....nacquero idee […]
Buongiorno. Tutto giusto però vorrei evidenziare che le piste ciclabili vengono ricavate sottraendo spazio alle automobili e inoltre spesso non vengono utilizzate. Non è questo
Ottimo