Bosco Ospizio Reggio, l’Assemblea fa ricorso contro i fogli di via a quattro attivisti

Assemblea Bosco Ospizio consegna ricorso in Prefettura – ABO

Nella mattinata di giovedì 29 ottobre a Reggio Emilia una delegazione dell’Assemblea Bosco Ospizio ha accompagnato l’avvocato Fabio Benati a depositare in Prefettura il ricorso contro i fogli di via dal territorio comunale consegnati a quattro attivisti non residenti in città dopo le azioni di protesta (“non violente”, precisa il comitato) del 30 settembre e del primo ottobre scorso, organizzate nel tentativo di impedire l’abbattimento di decine di alberi del cosiddetto “bosco di Ospizio”.

In quei giorni decine di persone avevano invaso la carreggiata stradale, bloccando momentaneamente via Emilia Ospizio; alcune di loro erano anche entrate con un blitz nell’area del cantiere, arrampicandosi sui mezzi della ditta esecutrice dei lavori per interrompere – almeno temporaneamente – le operazioni di abbattimento.

“Occupiamolo, fino a che lo salverò!”: il coro degli attivisti sulle ruspe durante il blitz

I fogli di via, ricorda l’Assemblea Bosco Ospizio, “sono una misura amministrativa che ha origine nel codice antimafia e si basano su una presunta pericolosità sociale, che viene desunta non sulla base di un fatto compiuto, accertato e punito dal sistema giudiziario, ma secondo totale discrezione della Questura” e che, secondo il comitato reggiano di cittadini, “vengono utilizzati sempre più spesso per allontanare e intimidire attivisti, sindacalisti, lavoratori in sciopero, con un inequivocabile intento repressivo del dissenso”.

“Depositiamo questo ricorso come corpo collettivo”, precisa ancora l’Assemblea Bosco Ospizio: “Innanzitutto come gesto di vicinanza e sostegno a quattro ragazzi che non solo hanno messo i propri corpi a difesa del bosco, ma sono stati componenti fissi del presidio permanente e a tutti gli effetti parte dell’assemblea del Bosco Ospizio. Lo depositiamo, inoltre, perché siamo convinti che i nostri compagni non siano un pericolo alla sicurezza pubblica, tutt’altro: hanno perseguito il bene pubblico cercando di salvaguardare un’area boschiva in zona urbana, un verde che non può essere rimpiazzato da nessun programma di ripiantumazione né tantomeno dalle aiuole che stanno venendo spacciate per micro-forestazione”.

Infine, “presentiamo insieme questo ricorso anche per comunicare che non accettiamo, così come nessuno dovrebbe, una gestione dell’ordine pubblico qui a Reggio che criminalizza gli attivisti e le attiviste per la giustizia climatica, e che ovunque nel Paese sta mostrando un volto repressivo atto a soffocare manifestazioni e legittime proteste”.

“Ci rivolgiamo, quindi, in primis al prefetto Angieri, ma anche e soprattutto all’amministrazione di questa città, che a un mese dalla distruzione di Bosco Ospizio ancora non ha detto una parola sul dispiegamento di forze dell’ordine spropositato a difesa di un soggetto privato e dei suoi interessi, sulla pioggia di denunce che verranno presto notificate a cittadine e cittadini, né, appunto, sull’allontanamento di manifestanti pacifici dal perimetro comunale per i prossimi due o tre anni”.



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