Bologna teme nuovi scontri, allerta nelle città emiliane

scontri 17 ottobre a Bologna – FBAF

Il timore è che Bologna non sia stata un episodio isolato. Dopo gli scontri di sabato scorso, l’attenzione delle forze dell’ordine si concentra sulle nuove manifestazioni annunciate per questo fine settimana e sulla possibilità che la protesta studentesca torni a saldarsi con gruppi antagonisti e nuclei di giovanissimi organizzati attraverso social e chat.

Il primo banco di prova sarà ancora Bologna. Per sabato 24 ottobre è annunciato alle 15 in piazza Nettuno un nuovo raduno, al momento non autorizzato, promosso sui social dal neonato “Movimento 17 ottobre” e sostenuto da collettivi studenteschi e realtà dei centri sociali. Questura e Prefettura stanno predisponendo un dispositivo rafforzato, con centinaia di uomini e particolare attenzione alla stazione, al centro storico e agli obiettivi considerati più esposti.

A preoccupare è soprattutto quanto accaduto il 17 ottobre. Una manifestazione contro il carovita, partita con circa 500 persone e cresciuta fino a circa duemila, è degenerata nella zona della stazione. Secondo la ricostruzione della Questura, un gruppo di circa 300 persone ha utilizzato pietre, bottiglie, biciclette e materiali prelevati dai cantieri contro le forze dell’ordine. Cinque persone sono state arrestate, quattro delle quali minorenni, sette sono state denunciate e cinquanta identificate. Nei giorni successivi sono stati emessi nove provvedimenti di prevenzione.

Il dato nuovo riguarda la composizione dei gruppi più violenti. Accanto all’area antagonista tradizionale sono comparsi nuclei di adolescenti e giovanissimi richiamati attraverso TikTok, Telegram e altre piattaforme. Una mobilitazione più fluida, difficile da intercettare con gli strumenti utilizzati per i cortei organizzati, perché può spostarsi rapidamente da una città all’altra e aggregarsi a manifestazioni nate con obiettivi differenti.

Per questo l’allerta non riguarda soltanto Bologna. Prefetture e forze dell’ordine si stanno muovendo anche nelle altre città dell’Emilia-Romagna. A Forlì e Cesena sono previsti rinforzi e controlli nei punti sensibili, dalle stazioni ai centri commerciali. Analoghe valutazioni sono in corso a Ravenna e Ferrara, mentre vengono monitorati social, scuole e canali utilizzati per convocare raduni con pochissimo preavviso.

Il quadro resta difficile da misurare. Molti degli appelli circolano attraverso profili anonimi e volantini digitali, rendendo complicato stabilire quante persone si presenteranno realmente nelle piazze. Proprio questa imprevedibilità costituisce uno dei problemi principali per le forze dell’ordine.

Intanto nelle scuole bolognesi la mobilitazione continua. Dopo le occupazioni e i blocchi di diversi istituti, ieri anche il liceo Copernico ha sospeso le lezioni dopo una protesta degli studenti. Altre iniziative sono previste in vista dello sciopero generale del 30 ottobre.

Le prossime ore serviranno dunque a capire se la protesta resterà sul terreno delle manifestazioni studentesche o se tornerà a prodursi la miscela vista sabato scorso: cortei, antagonismo organizzato e gruppi di giovanissimi convocati dalla rete. È su questo possibile punto di saldatura che si concentra adesso l’allerta nelle città emiliane.



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