Ricordare il dolore delle persone oltre i dati sulla pandemia.
È l’obiettivo dell’iniziativa – presentata questa mattina a palazzo D’Accursio e patrocinata da Comune di Bologna, Ausl, ordini dei medici, ostetriche, infermieri e coordinata dalla Croce Rossa italiana e da Cefa onlus – che si terrà domenica 13 marzo dalle 10 a mezzanotte in piazza Maggiore, a Bologna, in occasione della giornata nazionale in memorie delle vittime del Covid-19, fissata per il 18 marzo dalla legge 35 del 2021.
Per commemorare le 3.700 vittime della provincia di Bologna saranno esposti i nomi e l’anno di nascita su targhe di alluminio, posizionate sul ‘Crescentone’ con delle candele a led. “Non dobbiamo inaridirci, ma vivere il dolore per quello che è – ha detto Massimo Bugani, assessore bolognese ai rapporti con il Consiglio comunale – perché solo commuovendoci possiamo volgere verso una rinascita”.
Durante la giornata, alla quale parteciperanno gli operatori sanitari, il sindaco, Matteo Lepore, e gli esponenti delle comunità religiose, verranno letti i nomi delle vittime intervallati da preghiere e riflessioni. “Dietro queste 3.700 storie di dolore ci sono la sofferenza dei parenti e degli amici, ma c’è anche la vicinanza del mondo degli operatori sanitari che da due anni si sono battuti senza sosta – ha aggiunto Paolo Bordon, direttore generale della Ausl di Bologna – è giusto celebrare un dolore collettivo e la memoria di persone che sono state più sfortunate”.
Infine, come annunciato da Giovanni Beccari, coordinatore dell’iniziativa per Cefa, l’idea in futuro è dedicare un monumento in città alle vittime. “Così da poter fare memoria per sempre – ha spiegato – ci piacerebbe allestirlo nei giardini che si trovano attorno agli ospedali per ricordare la fatica profusa nella logica di salvare delle vite”.






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