Roberto Savi, uno dei capi della cosiddetta “banda della Uno Bianca”, attualmente detenuto nel carcere milanese di Bollate, ha chiesto per la terza volta la grazia al presidente della Repubblica. L’istanza, redatta personalmente da Savi, è stata trasmessa dal tribunale di sorveglianza di Milano alla procura generale di Bologna, che tramite la procuratrice reggente Lucia Musti ha immediatamente espresso parere contrario.
Savi, che finora non ha mai avuto benefici, è stato condannato alla pena dell’ergastolo: aveva già fatto richiesta di grazia una prima volta nel 2006, prima di essere costretto a ritirarla per le polemiche scoppiate, e poi una seconda volta nel 2018, ma anche in quell’occasione la procura generale bolognese espresse parere contrario.
Ex poliziotto, Savi è in carcere dal 1994, quando furono arrestati i componenti dell’organizzazione criminale, del quale facevano parte anche i suoi due fratelli Fabio e Alberto. La banda, composta per cinque sesti da agenti della Polizia di Stato, tra il 1987 e il 1994 terrorizzò Bologna, la Romagna e le Marche, commettendo oltre un centinaio di violente azioni criminose (soprattutto rapine a mano armata) e lasciando dietro di sé una scia di sangue di 24 vittime e oltre cento feriti.







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