‘Auschwitzland’, Selene Ticchi “minacciata di morte”

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Una lettera mandata per posta ordinaria all’indirizzo di casa e aperta giovedì pomeriggio: su un foglio stampato l’acronimo C.C.A.
Le minacce sono rivolte contro Selene Ticchi, la militante di Forza Nuova sospesa dopo aver indossato a Predappio (paese natale di Benito Mussolini) durante il corteo commemorativo della marcia su Roma, il 28 ottobre scorso, la maglia con la scritta ‘Auschwitzland’. La donna è indagata per lo stesso fatto dalla procura di Forlì. La lettera è stata recapitata a casa di Selene Ticchi, tempo fa candidata a sindaco di Budrio con il movimento di estrema destra nella scorsa tornata.

Le donne di Forza Nuova scrivono a tale proposito: “Apprendiamo con sdegno e preoccupazione, che la macchina del fango che ha investito la militante Selene Ticchi D’Urso, produce effetti collaterali pericolosi e incontrollabili.

Sarà nella memoria di tutti il comportamento (in passato già sanzionato dal movimento politico Forza Nuova) della militante Selene Ticchi, in occasione della commemorazione della marcia su Roma, ma qui si va oltre, troppo oltre.

Oggi una lettera, o forse è più corretto dire una proscrizione, come i terroristi rossi usavano inviare negli anni di piombo agli avversari politici, è stata recapitata presso l’abitazione di Selene Ticchi D’Urso, una lettera intimidatoria che trasuda violenza e minacce esplicite, conseguenza della campagna di odio alimentata da politicanti e giornalisti subito dopo i fatti di Predappio.

Le parole sono finite, Forza Nuova ritiene che ogni esercitante la politica, dovrà necessariamente essere d’accordo e solidale, nel disdegno di ogni pensiero di violenza all’interno del confronto politico”.



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