Una lettera indirizzata alla Presidente della CE Ursula Von der Leyen e ai membri della Commissione Sinkevicius e Wojciechowski é stata sottoscritta da un nutrito gruppo di eurodeputati italiani e stranieri di diversi gruppi politici, al fine di evidenziare le criticitá vissute dagli allevatori di ovi-caprini e bovini dell’UE, con particolare riferimento a quelli che operano nelle Alpi e che hanno visto aumentare il numero di attacchi da parte dei lupi al proprio bestiame. Tra questi Reinold Messner dei verdi europei, Pietro Fiocchi e Marco Dreosto, tra i deputati italiani piú attivi sul tema “molti allevatori hanno persino rinunciato a denunciare le predazioni, poiché le procedure interne per ottenere il risarcimento sono insoddisfacenti, eccessivamente burocratiche e del tutto inefficaci in termini di riparazione dei danni subiti e il conflitto tra le comunità umane di montagna e i lupi, ormai in corso da anni, si sta rapidamente inasprendo, con impatti negativi sulla qualità della vita degli abitanti delle Alpi e sulle industrie locali del tempo libero e del turismo” ha evidenziato l’On. Pietro Fiocchi, sottolineando inoltre che sono state osservate ostilità e in alcuni casi aggressioni tra gli attivisti per i diritti degli animali e gli allevatori di montagna.

Anche per l’On. Marco Dreosto questo problema non può più essere trascurato “si tratta della sussistenza stessa degli agricoltori e degli allevatori che occupano aree svantaggiate che diventano piú vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico a causa dell’abbandono dell’allevamento, soprattutto di quello pastorale e in Italia, Austria, Francia, Spagna e Germania dove la tentazione di abbandonare tale attività è sempre più forte.
Se ciò dovesse accadere, le ripercussioni socio-economiche e gli impatti sulla biodiversità e sul clima sarebbero notevoli, inoltre, l’abbandono di aziende agricole di piccole e medie dimensioni, unito alla mancanza di ricambio generazionale, comprometterebbe irrimediabilmente la cura e la tutela del territorio, ponendo anche un grave rischio idrogeologico, soprattutto a quote medio basse”. Nella missiva viene poi chiesto alla Commissione europea di riconoscere il fatto che le attuali disposizioni in vigore per la protezione dei lupi sono obsolete e inadeguate, in quanto stabilite in circostanze socio-ambientali molto diverse da quelle odierne e di intervenire con urgenza revisionando la legislazione europea e gli allegati alla Direttiva Habitat, declassando la specie del lupo da “specie strettamente protetta” a “specie protetta”, mantenendone cosí lo status di protezione, ma la cui presenza sarebbe “mitigabile” a vantaggio delle diverse categorie professionali (agricoltori e allevatori) ma anche della popolazione di lupi e della biodiversità.






Ultimi commenti
Già, è un sintomo della levatura e dell' acume dell' esimio politico!
Bla bla bla/glu glu: chi beve di più?!? Per prudenza, meglio aspettare...
Il "centralismo democratico" fa ancora scuola. Dopo aver discusso, anche per molto tempo, si sceglie quello che la maggioranza del partito vuole. Anche contro coscienza.
Secondo la collaudata e marmorea Kim Jong un theory. In alternativa miniera.
Quelle braccia rubate all'agricoltura, in attesa che molti estimatori lo gratififichino con uguali squallidi commenti se mai volesse privarci della sua presenza, potrebbero nell'attesa