È stata una quarta udienza preliminare lampo quella del processo ‘Angeli e Demoni’ – l’inchiesta sui presunti affidi illeciti e abusi su minori della val d’Enza nel Reggiano – che si è tenuta stamattina al tribunale di Reggio Emilia. Il giudice Dario De Luca è entrato nel merito della richiesta di costituzione di parte civile presentata da una lunga fila di associazioni.
Quasi tutte rigettate. Il gup ha emesso un’ordinanza con la quale ne ha ammesse solamente due: Gens Nova (rappresentata dall’avvocato Elena Fabbri) e Colibrì (tutelata dalla legale Valeria Passeri).
Inoltre, con la stessa ordinanza, è stata rigettata la richiesta delle difese di non ammettere tra le parti civili gli enti pubblici (tra cui il ministero di Giustizia, la Regione Emilia-Romagna, l’Ausl di Reggio Emilia e l’Unione dei Comuni della val d’Enza). Enti pubblici che dunque sono da considerarsi a tutti gli effetti parti civili nel processo che vede alla sbarra 24 imputati tra cui il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti, accusato di abuso d’ufficio, ma anche diverse figure chiave come Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali dell’Unione val d’Enza e lo psicoterapeuta Claudio Foti.
Il giudice ha accolto l’istanza dell’avvocato Gianluca Tirelli – che assiste una famiglia di un bambino che avrebbe subito i presunti abusi – di iscrivere tra le responsabilità civili Unione val d’Enza, Ausl e Asp Sartori (azienda di servizi pubblici di San Polo d’Enza) qualora fosse riconosciuta la colpevolezza nel processo.
Si tornerà in aula il prossimo 25 febbraio col processo che entrerà nel vivo: il gup che dovrebbe entrare nel merito di alcune eccezioni sollevate dalle difese. Su tutte quella sull’incompletezza del fascicolo delle indagini preliminari condotte dalla pm Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta.






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