Ambiente. Pd: “La crisi idrica regionale diventi emergenza nazionale”

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Dichiarare lo stato di emergenza nazionale, continuare il confronto fra tutte le Regioni coinvolte dal fenomeno e coinvolgere anche l’Europarlamento per far sì che il tema della crisi idrica, e soprattutto lo stato del fiume Po, diventino questioni di rilievo europeo.

Questi i principali punti sollevati dalla risoluzione del Pd, a prima firma Marco Fabbri, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Marcella Zappaterra, Lia Montalti e Matteo Daffadà, sulla “più grande crisi idrica del bacino del Po degli ultimi 70 anni”.

Il consigliere dem, ricordando come lo scorso 17 giugno si sia celebrata a livello internazionale la giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, sottolinea come la difficilissima congiuntura meteorologica in atto stia interessando tutto il territorio regionale, tanto che a livello locale è già stato dichiarato lo stato di crisi.

A fronte di precipitazioni scarsissime e alte temperature atmosferiche, il bacino del fiume Po e dei principali corsi d’acqua regionali sta pericolosamente diminuendo, con gravi ripercussioni soprattutto “nell’area nord-ovest della provincia di Ferrara”. A oggi il livello idrometrico del più importante fiume italiano nel territorio ferrarese fa registrare un -720 centimetri rispetto al suo livello medio e ogni giorno che trascorre senza precipitazioni la situazione non fa che peggiorare decisamente.

In aggiunta alle sollecitazioni principali rivolte all’esecutivo regionale, l’atto di indirizzo chiede anche la semplificazione delle procedure per la realizzazione di infrastrutture primarie per l’approvvigionamento idrico e, parallelamente, a prevedere specifiche necessità di approvvigionamenti idrici di lungo periodo. Oltre a ciò, ulteriori punti di indirizzo politico formulati riguardano la specifica richiesta al governo per la predisposizione di iniziative complementari al Pnrr per la realizzazione di invasi e per un migliore risparmio idrico, unitamente “alla promozione di una cultura di sostenibilità ambientale per contrastare il fenomeno della siccità anche attraverso campagne di sensibilizzazione volte a promuovere l’uso consapevole dell’acqua soprattutto nel settore agricolo e dell’edilizia”.

Infine, nel richiedere specifiche opere che aiutino a contrastare la risalita del cuneo salino nei vari corsi di acqua dolce, vengono chiesti puntuali “provvedimenti di contenimento delle tariffe dell’energia elettrica per gli operatori del settore agricolo in previsione del maggior utilizzo di idrovore” insieme a specifici studi di fattibilità, “nell’ambito degli strumenti di programmazione e gestione delle risorse idriche regionali, per valutare la realizzazione di una rete di invasi che dovrebbero accompagnarsi a un’analoga rete fitta e capillare di piccoli invasi aziendali per le singole realtà produttive”.

 



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