Nell’ambito della mostra ‘Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri’, allestita palazzo San Francesco (via Spallanzani 1) fino al 14 luglio, i musei civici di Reggio Emilia organizzano un ciclo di incontri di approfondimento dal titolo “Loving Fontanesi”.
Il primo appuntamento sarà lunedì 13 maggio alle ore 18.30 con Virginia Bertone, una delle curatrici della mostra, che tratterà de “La gloria rivendicata”: la mostra retrospettiva di Antonio Fontanesi all’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1901
La conversazione metterà a fuoco una tappa decisiva per la riscoperta di Antonio Fontanesi, dopo che l’insuccesso dell’Esposizione nazionale di Torino del 1880 rischiava di disperderne la memoria. Sarà a Venezia, grazie all’esposizione retrospettiva che gli fu dedicata nel 1901, che l’opera dell’artista susciterà grande interesse e si porranno le basi per la sua riconsiderazione critica.
Ma attraverso quali vicende si giunse a quell’iniziativa? Chi furono gli artisti e i critici che si adoperarono per conservare la sua memoria? Quali opere riscossero maggiore successo? Tutto questo sarà al centro dell’incontro affidato a Virginia Bertone, conservatore della Gam di Torino e co-curatrice della mostra.
Al termine della conferenza sarà possibile visitare la mostra “Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri” con accesso gratuito.
I prossimi appuntamenti del ciclo di “Loving Fontanesi”, sempre alle 18.30 a Palazzo dei Musei, saranno i seguenti:
22 maggio, “Panorama cronologico della vita di Antonio Fontanesi” con Ilaria Campioli.
29 maggio, “Tra Longhi e Arcangeli: un’eredità romantica” con Claudio Spadoni.
12 giugno, “Proposta per un’antologia critica” con Alessandro Gazzotti.
19 giugno, “Fontanesi e gli artisti: discussioni e polemiche alle soglie della modernità (1892-1911)” con Alessandro Botta.






Ultimi commenti
Infatti la nostra è una finta democrazia, mai come ora è stato così evidente...questa europa è destinata ad implodere con o senza guerre si vedrà.
tutto molto bello, pero' se in stazione abbiamo l'Esercito mi auguro che nelle nuove Ramblas ci mettano come minimo un presidio con l'Ejército de Tierra....
Ma quali famiglie coinvolte?! Avete letto, voi coordinamento di forza italia, che razza di sorte toccherebbe loro? Ri.prendete in mano quel famigerato progetto e rendetevi
Quadro perfetto della locale "intellighenzia": incapace, supponente e sfruttatrice dell'altrui buona fede. Sempre si torna al pifferaio di Hamelin.
Ah i tavoli di confronto, i gruppi di lavoro, per non parlare del raccordo fra le istituzioni! Un'autentica libidine socio.psico.educativa degna delle prime innovazioni annunciate […]