Al teatro Cavallerizza di Reggio tornano le apprezzate lezioni-concerto al pianoforte di Emanuele Ferrari, che sabato 19 febbraio alle 18 riprende il suo dialogo con gli spettatori interessati alle sue narrazioni, in grado di unire musica, poesia e recitazione.
Un uomo solo sul palco ma che vale per tre, come sanno bene i suoi fan: Ferrari, infatti, che è pianista e ricercatore di musicologia e storia della musica all’Università di Milano Bicocca, dove insegna musica e didattica della musica, suona il pianoforte da concertista, racconta e spiega da musicologo, si muove e incanta il pubblico come un attore.
In questa sua nuova lezione Ferrari introdurrà il pubblico a “L’infanzia perduta: Debussy” (Children’s Corner: Serenade for the doll e Golliwogg’s cake-walk): per la sua capacità di far sentire le cose senza bisogno di parole, infatti, la musica è forse l’arte più vicina all’infanzia. La leggerezza con cui Ferrari affronta un tema così delicato dà ai brani di Debussy un’aura di poesia che li avvicina al “Piccolo Principe” di Saint-Exupéry.
Uno spettacolo emozionante come un concerto, interessante come una conferenza, coinvolgente come un dramma teatrale. Ferrari suona, canta, spiega, interroga e provoca il pubblico, recita poesie, cita con naturalezza i pittori, i filosofi, i letterati, presentando la musica classica in modo divertente, sconcertante, pieno di imprevisti, di paradossi e di conti che non tornano, aprendo finestre su mondi che invitano lo spettatore a pensare, conoscere e farsi sorprendere.






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Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,