Sono state oltre diecimila le persone che negli ultimi mesi a Reggio hanno visitato le mostre organizzate dalla Fondazione Palazzo Magnani: “Caleidoscopica. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli”, allestita ai chiostri di San Pietro, e “Orizzonti del corpo. Arte / Danza / Realtà Virtuale” a palazzo da Mosto, che si avviano ormai alla conclusione. Quello di venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 gennaio, infatti, sarà in entrambi i casi l’ultimo weekend (lungo) a disposizione per poter ammirare le due esposizioni.
Promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con il Comune di Reggio, la mostra “Caleidoscopica” – a cura di Melania Gazzotti – ha fatto conoscere lo stile eclettico dell’illustratrice di fama internazionale Olimpia Zagnoli (nata proprio nella città del tricolore e che ha vissuto a Reggio i primi sei anni della sua vita, prima di trasferirsi a Milano) mescolando design, cultura pop e ironia: composizioni geometriche, colori brillanti e linee essenziali sono gli elementi che Zagnoli unisce generando, proprio come in un caleidoscopio, la meraviglia. La mostra sarà aperta venerdi, sabato e domenica dalle 10 alle 19.
La mostra “Orizzonti del corpo. Arte / Danza / Realtà Virtuale”, invece, è un progetto inedito nato dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Magnani e la Fondazione nazionale della danza/Aterballetto per unire arti visive, performative e tecnologia.

L’arte, con le opere di tredici artisti contemporanei invitati negli spazi di Palazzo da Mosto; la danza, con le “MicroDanze” ideate da cinque coreografi internazionali in un dialogo con le opere d’arte presenti; e infine la tecnologia, con strumenti virtuali e immersivi che hanno consentito ai visitatori – grazie ai visori Oculus – di proiettarsi nelle performance danzate per tutta la durata della mostra, anche in assenza dei performer stessi, incontrando comunque sia la fisicità dei danzatori che la materia dell’arte, anche se in un modo del tutto inedito, in una nuova relazione con lo spazio circostante.
Il percorso espositivo, a cura di Marina Dacci, si sviluppa in otto sale mettendo in connessione installazioni danzate con una trentina di opere d’arte contemporanea di tredici artisti (italiani o che vivono da tempo in Italia) contemporanei invitati: Leonardo Anker Vandal, Bianco-Valente, Fabrizio Cotognini, Antonio Fiorentino, Silvia Giambrone, Gianluca Malgeri, Matteo Montani, Mustafa Sabbagh, Vincenzo Schillaci, Namsal Siedlecki, Sissi e Giovanni Termini.
Le loro opere, per vocazione e assonanza, sono affiancate da sei “MicroDanze”, nate da un’idea del direttore generale della Fondazione nazionale della danza/Aterballetto Gigi Cristoforetti: “Shelter” di Saul Daniele Ardillo, “Kepler” di Diego Tortelli, “Afterimage” di Philippe Kratz, “Platform02” di Ina Lesnakowski, “Near Life Experience” di Angelin Preljocaj e “Meridiana” di Diego Tortelli (solo in realtà virtuale); performance di pochi minuti, per uno, due o tre interpreti, destinate a spazi ristretti e a una fruizione espositiva.
Anche in questo caso la mostra sarà aperta venerdi, sabato e domenica dalle 10 alle 19.
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West e’ senza ombra di dubbio una persona con delle fragilita’ quindi a Reggio Emilia dovrebbe ricevere come minimo un Tricolore dalle mani di Don
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