La fiera della confusione

centro storico Reggio Emilia vista media alto – CoRE

C’è un’Italia che continua a scoprire ogni giorno nuove forme di autocelebrazione, e poi c’è Reggio Emilia, che nel weekend si prepara a diventare un laboratorio surreale di eventi sovrapposti, simboli sbandierati e retoriche da palcoscenico. La Giareda, festa popolare di matrice cattolica, un tempo luogo di devozione e tradizione, è oggi ridotta a caricatura “topofila” – definizione che gli stessi organizzatori si sono concessi con ironia involontaria. Sul suo stesso palcoscenico urbano si innesterà il Festival di Emergency, con ospiti di grido come Ambra Angiolini e altri volti noti dello spettacolo e dell’impegno civile. Ma non bastava. La Cgil ha pensato bene di piazzare, a due giorni dall’apertura delle kermesse, un corteo “per Gaza”, invitando i manifestanti a colorare il centro storico con bandiere palestinesi. Dal palco parlerà, con tempismo perfetto, Maurizio Landini, che non si lascia mai sfuggire l’occasione di trasformare la cronaca internazionale in passerella personale.

Il risultato? Una fiera della confusione politica e mediatica, dove i numeri dei partecipanti si sommeranno, si mischieranno, si gonfieranno a vicenda, fino a far credere che la città sia diventata improvvisamente capitale di grandi cause universali. Peccato che i grandi assenti, come sempre, saranno i reggiani stessi. Alle prese con un centro storico degradato, marciapiedi sconnessi, quartieri insicuri, traffico caotico e una presenza crescente di immigrati irregolari che vivono di espedienti tra spaccio e microcriminalità. La politica locale preferisce commuoversi a distanza, piangere su Gaza e puntare il dito contro un governo nazionale che – pur tra mille critiche – ha almeno rimesso in carreggiata i conti pubblici. A Reggio, invece, il destino è segnato dal protagonismo di due reduci degli anni ’70, Massari e Landini, ancora convinti che la piazza sia la panacea di ogni problema. Un repertorio vecchio, logoro, incapace di dare risposte ai cittadini ma sempre pronto a rispolverare slogan globali per mascherare la pochezza locale.

Così, tra una bandiera palestinese, un palco di Emergency e un banchetto della Giareda, la città si risveglierà lunedì mattina identica a prima: più sporca, più insicura, più trascurata. Ma almeno, per un weekend, avrà dato spettacolo.




Ci sono 13 commenti

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  1. Mauro

    A fine giugno 2025 il debito pubblico italiano ha raggiunto un nuovo massimo storico di circa 3.070,7 miliardi di euro, superando il record precedente di aprile. Le stime prevedono che il rapporto debito/PIL possa salire al 138,4% entro fine 2025, a causa della minore crescita del PIL rispetto alle previsioni iniziali.
    Dati di Riferimento:
    Giugno 2025: Il debito pubblico si è attestato a 3.070,7 miliardi di euro.
    Aumento Mensile: Si è registrato un incremento rispetto ai mesi precedenti, portando il dato a un nuovo massimo storico.
    Cause e Prospettive:
    Crescita del PIL:
    Una crescita economica inferiore alle attese potrebbe aver contribuito all’aumento del rapporto debito/PIL.
    Regole Europee:
    Nonostante l’aumento, il maggior deficit e debito non avrebbero implicazioni immediate per il rispetto delle regole europee, che permettono rapporti di deficit e debito più elevati in caso di minore crescita del PIL, tranne per la soglia del 3% di deficit non corretta per il ciclo economico.
    Effetti sulla Procedura di Deficit Eccessivo:
    Il maggiore deficit nel 2025 potrebbe ritardare il rientro nella soglia di deficit prevista per il 2026, prolungando la permanenza dell’Italia sotto la Procedura di Deficit Eccessivo.

  2. Bruno Tumiati

    Dite sempre che Reggio è morta. A me sembra fin troppo viva e piena di cose interessanti. Massari reduce degli anni 70: questa mi fa proprio ridere….

  3. Fradolcino

    Io queste tifoserie da stadio e queste propagande da istituto luce le butterei nel cesso. Servono molto meno degli eventi che sono stati organizzati e hanno un tono polemico e distruttivo. Capisco chi viene pagato per farlo ma messe in bocca al comune cittadino denotano un astio malsano e preoccupante. Sembra quasi si voglia impedire alla gente di esprimere la propria opinione pubblicamente, tra l altro un opinione pacifista e altruista che argina una propaganda fatta da loschi affaristi e dai suoi portaborse e servi prezzolati. Affrontiamo un problema alla volta. La guerra è sempre uno schifo e chi vi manifesta contro non fa altro che appello all umanità. Il degrado è altro problema e va affrontato separatamente, non sicuramente trasformandolo in uno scudo giustificativo per le proprie posizioni assimilabili ad affaristi datori di lavoro.

  4. Antonio59

    E’ incredibile come Fangareggi si illuda che un qualsiasi evento organizzato in citta’ ne possa in qualche modo condizionare la sorte: non sara’ certo una bancarella di ottimo gnocco come quella presente ogni anno alla sagra della Giareda o un’encomiabile dibattito di Emercency ad evitare l’inevitabile Nuovo Medioevo in cui tutta Italia si e’ mestamente incamminata. Sarebbe gia’ qualcosa una buona amministrazione…

  5. Camilla

    Non penso che i problemi siano una sovrapposizione di eventi che tra l’altro non si contrastano (religione e pace). Purtroppo Reggio Emilia si risveglierebbe nel suo degrado anche se Emergency non ci fosse stato.

  6. Fabrizio

    Concordo pienamente direttore analisi perfetta, abbiamo un amministrazione che è ancora legata a stereotipi vecchi e obsoleti senza soluzioni ai problemi reali che la città e i cittadini ogni giorno segnalano, ma dicono sono solo “percezioni”. Sveglia reggiani!!
    Tra 10 anni come sarà la nostra città? Sempre più vuota e degradata!?

    • Antonio

      E’ incredibile come Fangareggi possa illudersi che un qualsiasi evento in citta’ possa cambiare in qualche modo il destino o la realta’ del posto. Ammettiamolo Direttore: ci stiamo incamminando come tutta Italia in un nuovo Medioevo e non puo’ certo essere un banchetto di ottimo gnocco fritto (come quello presente alla Giareda) a cambiare la sorte. Sarebbe gia’ tanto una buona amministrazione…

  7. Maria rosa

    Sono della stessa opinione. Tre giorni di festa e poi tutto come prima. Non si risolve niente e non migliora la situazione della città.

  8. Afro Tondelli

    Vi sentite poco bene, davvero… Saranno le prime avvisaglie dell’endemica influenza annuale. Altrimenti non mi spiego dichiarazioni del tipo “Un governo nazionale che […] – ha almeno rimesso in carreggiata i conti pubblici”. Vi consiglio quanto peima un appuntamento dal medico di base: in questi casi prima si fa, prima si risolvono i problemi.

    • CARNEADE

      caro Sig.Tondelli..
      purtroppo dovra’ fare uso di pasta di Fissan ma suo malgrado i conti pubblici sono i migliorati/sistemati( non che siamo i più belli e più bravi e migliori)mah si..migliorati, questo non detto dal governo ma da illustri economisti e ne hanno parlato in televisione proprio pochi giorni fa( sempre persone superpartes), bisogna farsene una ragione e ogni tanto essere obbiettivi, ma purtroppo l’obbiettività a sinistra finisce quando appare qualcosa che a voi non sta bene…ed è il cancro dell’Italia


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