A Reggio Emilia il garante comunale dei detenuti. Amico (ER): grande passo avanti

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Scrive in una nota Federico Amico, consigliere regionale di Emilia Coraggiosa e presidente Commissione Parità e Diritti delle persone: “Approderà a brevissimo in consiglio comunale a Reggio Emilia il regolamento istitutivo del Garante comunale dei detenuti, in seguito all’approvazione di maggioranza promossa da Reggio è. Il provvedimento è il frutto di un lavoro di conoscenza e stimolo che in questi anni, insieme al Garante regionale e al Comune di Reggio Emilia, abbiamo portanti avanti con determinazione, convinti dell’importanza di questa figura, che consentirà un nuovo e ancora più positivo rapporto tra istituzioni e cittadinanza.

Le carceri in Italia non sono oggetti estranei. Perché la pena abbia davvero funzioni riabilitative, seguendo il dettato dell’articolo 27 della Costituzione, c’è bisogno del concorso di tanti affinché l’esecuzione non abbia solo caratteri punitivi, ma consenta alla persona di rientrare nella società e ridurre il rischio di recidiva.

Per questo il prossimo 15 luglio, in tutte le carceri della regione – compreso l’istituto di Reggio Emilia – consegneremo alle delegazioni dei detenuti il vademecum del Codice Ristretto: una guida per orientarsi tra gli articoli dell’Ordinamento penitenziario finalizzati a ottenere misure alternative al carcere e a concretizzare i percorsi di giustizia riparativa, anche nell’ottica di contrastare almeno parzialmente il sovraffollamento che affligge ormai strutturalmente il sistema penitenziario nel suo complesso.

Il nuovo Garante entrerà a far parte della rete regionale, coordinandosi così con altre esperienze sul territorio, e colmerà una mancanza che esisteva da troppo tempo. Un grande passo avanti per Reggio Emilia, anche alla luce della complessità e varietà di situazioni che si trovano in via Settembrini, dalla detenzione femminile alla sezione trans, dall’articolazione di salute mentale alla casa circondariale. La figura di garanzia potrà facilitare il dialogo tra il Comune e il penitenziario, e favorire percorsi di recupero, attraverso il lavoro e la cultura, con il supporto delle associazioni e delle cooperative che già oggi operano in carcere”.



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