Scrive su Facebook il sindaco Luca Vecchi: “L’educazione prima di tutto”.
E ricorda che alcuni giorni fa “E’ uscita la classifica di Legambiente su Ecosistema scuola 2018. Reggio e’ quarta città in Italia per investimento educativo, prima in regione. Siamo la città che investe maggiormente nella fascia di età under 14 anni. Più del doppio di ogni altra città”.
Fa bene il nostro sindaco ad essere orgoglioso.
Anche io, come cittadino reggiano e come educatore, lo sono.
Sinceramente.
D’altra parte, tutte le volte che vado fuori da Reggio Emilia e parlo di scuola, – in questi anni, magari, lamentandomi…. – i miei interlocutori mi interrompono subito e mi dicono:”Ma tu sei a Reggio Emilia! Cosa vuoi di più?”
E l’educazione, a Reggio, è da decenni, ormai, l’identità più forte della città, al punto che mi è capitato di ripetere più volte negli ultimi anni che solo questa parola-idea potrebbe mettere in rete le tante iniziative formative e culturali e i festival che si moltiplicano nella nostra città senza ancora riuscire a trovare una sintesi e una rete comune.
Solo una piccola autocritica costruttiva per non apparire troppo autocelebrativi?
Posso?
Dunque, visto che i bambini dopo 5 anni compiono 6 anni, dopo 6 anni ne compiono 7, e così via, in futuro, magari, cerchiamo di far sì che quell’investimento importante, significativo, giusto sulla fascia di ragazzi e ragazze al di sotto dei 14 anni, sia sempre ben distribuito al meglio in ognuno dei primi quattordici anni di vita e di formazione e di scuola dei bambini e dei ragazzi.
E’ possibile.






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