Marzio Iotti deve pagare dazio.
Ha sbagliato e pagherà fino all’ultimo centesimo.
Sette milioni di euro, ha detto la Corte dei Conti.
La sindaca Malavasi non transige: li vogliamo tutti, senza sconti.
E se Marzio Iotti non li avesse, quei milioni?
Pignoriamo, sequestriamo, blocchiamo le eventuali pensioni maturate negli anni: ci vuole sempre un capro espiatorio da sacrificare in onore agli dei.
Per Marzio Iotti non ci sono attenuanti. Le colpe sono solo sue mentre i danni sono di tutti. È lui che deve pagare. Il Tribunale del Popolo ha sempre ragione. A Correggio vige un’etica robusta. Tutti bravi, buoni e probi. Tranne lui. Vogliamo vedere Marzio Iotti in ceppi, o ai lavori forzati, o a servire la comunità in qualità di giardiniere o spazzino.
Tanto lo stigma del colpevole gli resterà attaccata per sempre, e lui non camperà abbastanza per essere redento.






Ultimi commenti
Sempre articoli "completi" ricchi di "polpa" culturale, intrisi di rappresentazione di decenni. Come a solito Fangareggi e' sul pezzo, e' un personaggio "intriso" di cultura […]
Un buon risultato che incoraggia, anche per i giovani che possono avviare imprese. Il Governo dunque non è un disastro come dicono il Pd e
Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo