“Il re è nudo”. Con lo sgombero delle Officine Reggiane, a seguito delle ultime proteste, il degrado della città è davanti agli occhi di tutti.
Una situazione intollerabile che durava da anni, nonostante tante segnalazioni e proteste degli abitanti, ha trovato una risposta da lungo attesa; dobbiamo augurarci che sia mantenuta la sorveglianza della Forze dell’Ordine e sia estesa ai quartieri reggiani, poiché perdurano tuttora episodi di violenza.
Il sindaco Luca Vecchi riconosca l’inerzia della sua guida amministrativa e si dimetta.
Non è ammissibile che l’amministrazione responsabile del degrado rimanga al suo posto come se nulla fosse accaduto, addirittura, cercando di appropriarsi degli ultimi interventi. Per l’ennesimo ultimo sgombero delle ex Officine Reggiane ringraziamo le Forze dell’Ordine, che hanno ascoltato una protesta – raccolta anche dai canali d’informazione nazionali. Si è mosso lo Stato. Il Sindaco rassegni le dimissioni.
Confermiamo di manifestare davanti alle storiche cancellate delle ex Officine Reggiane, in via Agosti, il 18 Settembre, alle ore 18.
La situazione di degrado e insicurezza a Reggio Emilia non è risolta, neppure nei quartieri interessati dalle recenti operazioni. Dopo anni di degrado non può esistere la bacchetta magica. E neppure un tappeto sotto il quale nascondere la sporcizia.
Esistono invece le responsabilità amministrative e politiche. E su quelle non intendiamo tacere: l’inaspettato collasso della grande cooperazione dell’edilizia; la dichiarazione di Reggio come epicentro di Ndrangheta; le indagini su incarichi e appalti in Comune; la mala gestione dell’immigrazione-accoglienza; lo sterminio del commercio reggiano. Troppe domande rimaste ad oggi prive di risposta.
Il cambiamento sul quale insistiamo richiede un’amministrazione che si dedichi a tenere bene la città: che sia ordinata, sicura, dignitosa, teatro di laboriosità e non di bivacco, accattonaggio o spaccio, una città bella nella sua tradizione di città emiliana, del buon vivere, capace di restituire quella qualità di vita che un tempo era il nostro orgoglio.
Particolare attenzione meritano i quartieri e gli spazi pubblici, anche di verde, che vanno preservati e accuditi. La cattiva qualità dell’aria sconta politiche ambientaliste a parole, ma che non intervengono sulle cause del traffico cittadino, sulle attività produttive inquinanti, limitandosi a periodici fermi di circolazione. Pare che tutto il patrimonio ambientale e architettonico possa essere sacrificato alla cementificazione. Mega progetti che non hanno prodotto sviluppo, ma si sono rivelati utili solo al sistema di potere politico locale. Togliendo ai Reggiani quella città a misura d’uomo in difesa della quale abbiamo deciso di più manifestare.
Il Comitato Promotore: Isabella Albertini, Laurenzia Azzolini, Federica Prati, Luca Tadolini, Isabella Vaccari, Pamela Vandelli. Aderiscono: Federico Braglia, Paolo Brunazzi, Paolo Zecchetti, Renato Braccini, Paolo Comastri, Stefania Violi, Giuliana Reggio, Gianfranco Tirelli, Rudy Bellentani, Andrea Nanetti, Luca Tamagnini, Paolo Fioroni, Marco Pagliai, Andrea Zambrano, Letizia Iori, Moeris Galaverni, Marco Calzolari, Luigi Fantuzzi, Alessandro Casolari, Elisabetta Tocci, Jennifer Varini, Pietro Negroni, Ugo Scaramuzza, Ivaldo Casali. Enrico Aimi Senatore, Tommaso Foti deputato, Benedetta Fiorini deputato.






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beh ma in realta' lo e' gia'....e' il parco giochi di chi si crede essere grande amministratore o grande manager (cooperativa o partecipata nulla cambia...). […]
ma loro si pensano come nuovi resistenti, nuovi partigiani. I Partigiani quelli veri (li distinguo per rispetto con la P maiuscola) sono certo li prenderebbero a
Un tempo la definivano la "grandeur" e pareva un vizio dei francesi. I "gigantismi" è la versione moderna, mettere Reggio al centro del mondo, ci […]