Lo annuncia la Regione in una nota. Una nuova categoria di professionisti della sanità entra a far parte della macchina vaccinale dell’Emilia-Romagna, che potrà quindi procedere ancora più speditamente verso l’immunizzazione completa di tutta la popolazione, dai più anziani ai più giovani.
Anche i pediatri di libera scelta, come già accaduto per i medici di medicina generale, potranno effettuare le vaccinazioni: il loro target sono ragazze e ragazzi dai 12 anni compiuti, attualmente l’età minima per ricevere la somministrazione.
Una possibilità, e non un obbligo, che viene introdotta grazie all’accordo sottoscritto tra Regione e organizzazioni sindacali numericamente più rappresentative dei pediatri: FIMP e Federazione CIPe-SISPe-SINSPe e ratificato con una delibera di Giunta.
La loro collaborazione, oltre che nell’effettuare vaccinazioni, si concentrerà sulla fondamentale attività di comunicazione, informazione e sensibilizzazione che possono svolgere grazie al rapporto fiduciario con pazienti e genitori: per la loro vicinanza alle famiglie, i pediatri sono infatti le figure più indicate a interagire con le persone particolarmente bisognose di un supporto in tal senso.
I contenuti dell’accordo
La partecipazione alle sedute vaccinali dei medici avverrà su base volontaria, sarà remunerata e sarà riservata ai professionisti che abbiano già completato o avviato il ciclo di immunizzazione, oppure che abbiano contratto il virus negli ultimi sei mesi. Il vaccino utilizzato sarà Pfizer, come previsto dalle indicazioni nazionali, e la somministrazione potrà avvenire sia in ambulatorio che nei centri vaccinali, secondo modalità definite dalle singole Aziende sanitarie.
Le Aziende Usl forniscono il proprio supporto attraverso l’individuazione delle sedi ove effettuare la vaccinazione anti-Covid 19. Potrà essere utilizzata una modalità di erogazione all’interno dei centri unici vaccinali, secondo un criterio di prossimità al bacino di utenza, con modalità definite a livello aziendale tramite specifici accordi locali. Le specifiche modalità sono da concordare a livello aziendale, anche promuovendo organizzazioni che garantiscano continuità ed efficacia attraverso rotazioni dei professionisti ed individuazione di fasce orarie.
I medici che sceglieranno di effettuare le vaccinazioni negli hub vaccineranno anche ragazzi e ragazze che non sono loro assistiti: per tutti i vaccinandi nei Centri vaccinali sono comunque le Aziende sanitarie a farsi carico delle prenotazioni di prima e seconda dose e della gestione in generale degli appuntamenti, mentre i pediatri si impegnano a garantire il loro contributo nella fase di anamnesi, raccolta del consenso, esecuzione, sorveglianza post vaccinale o registrazione nell’anagrafe vaccinale a seconda delle modalità organizzative con cui è organizzata la sede vaccinale in cui prestano la loro opera.
Il pediatra che sceglie il proprio studio vaccinerà solo i propri assistiti, e dovrà farsi carico di ogni passaggio dell’iter vaccinale: dalla prenotazione alla anamnesi, dalla somministrazione fino alla sorveglianza post inoculazione e alla registrazione nell’anagrafe vaccinale, oltre a garantire naturalmente tutti i requisiti di sicurezza. In questo caso occorrerà rivolgersi, per prendere appuntamento per la somministrazione, direttamente al proprio pediatra.
Le Aziende sanitarie si impegnano anche a fornire ai pediatri tutti i dispositivi di protezione individuale e la formazione necessaria per la somministrazione del vaccino, mentre la Regione, sempre tramite le Ausl, distribuirà il materiale informativo da mettere a disposizione in studio, utile per le attività di informazione e sensibilizzazione.







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