Landi Renzo: il trimestre chiude in rosso per 4,1 milioni, ricavi -10,48%

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Landi Renzo ha chiuso il primo trimestre con un fatturato in calo del 10,48% a 33,3 milioni. In calo di oltre l’83,3% a 0,4 milioni il margine operativo lordo.
Quasi triplicata la perdita netta (+192,85%) con un rosso di 4,1 milioni. Lo si legge in una nota in cui viene indicato che sui dati pesano gli effetti della ripresa dei contagi per la pandemia da Covid-19 e la riduzione dei volumi di produzione delle case automobilistiche, dovuti a problemi di forniture di microchip. Una situazione a fronte della quale il Gruppo sta reagendo “gestendo i rischi di shortage sulla materia prima, anche aumentando le scorte di magazzino, con impatto sulla crescita del working capital, che si prevede di ridurre a partire dal secondo semestre”.

Il Consiglio di Amministrazione di Landi Renzo S.p.A., riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Stefano Landi, ha approvato il Resoconto Intermedio di Gestione al 31 marzo 2021. Sui principali indicatori economici di questo primo trimestre dell’anno hanno pesato gli effetti della ripresa della diffusione a livello globale della pandemia da Covid-19 e il diverso mix di vendita. Il Gruppo ha comunque proseguito nel rafforzamento dei progetti di Ricerca&Sviluppo, in particolare nell’ambito Heavy Duty.

“La pandemia continua a pesare sulle economie di tutti i Paesi, ma le prospettive davanti a noi sono ben diverse da quelle dello scorso anno, potendo contare sull’arma dei vaccini per combattere questo terribile virus”, ha dichiarato Stefano Landi, Presidente di Landi Renzo S.p.A. “Il Gruppo continua a porre grande attenzione alla tutela della salute dei suoi collaboratori e ad investire per lo sviluppo. Sono inoltre molto orgoglioso che Landi Renzo sia stata riconosciuta tra le 150 aziende italiane “Leader della sostenibilità 2021” secondo la ricerca di Statista in collaborazione con il Sole 24 Ore”.

Cristiano Musi, amministratore delegato di Landi Renzo S.p.A. ha commentato: “La ripresa pandemica nel primo trimestre dell’anno ha avuto delle inevitabili ripercussioni sul settore automotive, sia sul canale OEM che, ancora di più su quello After Market. Inoltre lo shortage di microchip ha impattato sui volumi delle case auto, con effetti indiretti sulle vendite del nostro Gruppo. Ci sono però anche segnali positivi, come il consolidamento della nostra leadership in Egitto, uno dei mercati a maggiore potenziale nei prossimi anni. Abbiamo inoltre ricominciato ad operare direttamente anche nel settore delle Infrastrutture, grazie al cambio dei patti parasociali della nostra joint venture SAFE&CEC, caratterizzata da un fatturato e da una marginalità in crescita nonostante la pandemia, e da un portafoglio ordini che copre già buona parte del budget dell’anno in corso. Inoltre, anche SAFE&CEC sta iniziando ad operare nel segmento dell’idrogeno, con grande focus sui sistemi di compressione post generazione”.