Le imprese che lo scorso febbraio si erano viste respingere dal Tar dell’Emilia-Romagna il ricorso contro il Comune di San Lazzaro di Savena (nel Bolognese) relativo ai risarcimenti richiesti per la cosiddetta “colata di Idice”, l’insediamento edilizio previsto e poi bocciato tra molte polemiche nel 2015 dalla sindaca Isabella Conti, che con due delibere comunali aveva disposto la decadenza del piano operativo e del piano urbanistico, hanno depositato un nuovo ricorso, questa volta al Consiglio di Stato.
Il tribunale amministrativo regionale di Bologna, nell’occasione, aveva respinto i ricorsi delle imprese – che lamentavano in tutto danni per oltre 20 milioni di euro derivanti dalla mancata realizzazione dell’insediamento urbanistico – riconoscendo che quella dell’amministrazione comunale era stata una decisione corretta sia sotto il profilo giuridico che sotto quello dell’interesse pubblico.
La sindaca Isabella Conti, eletta all’epoca con il Partito Democratico ma passata poi (anche in seguito a questa vicenda) a Italia Viva, finì nella bufera per aver denunciato le pressioni subite per la sua decisione amministrativa; fu anche aperta un’inchiesta che coinvolse altri esponenti del Pd, dirigenti di cooperative e rappresentanti delle imprese costruttrici. L’inchiesta alla fine fu archiviata, ma dalle indagini venne a galla – come scrisse la procura – “una condotta pressoria, a volte qualificata da toni, espressioni e insistenze dimostrativi di una subalternità agli interessi economici e da una concezione della politica in cui l’interesse pubblico può essere anche subordinato a quelli privati configgenti”, anche se la condotta non fu giudicata “realmente intimidatoria e tale da meritare la sanzione penale”.
“Nonostante la vittoria al Tar, i costruttori e le cooperative hanno depositato ricorso al Consiglio di Stato, insistendo per cementificare a Idice”, ha scritto la sindaca: “Non ho mai fatto quello che conveniva, ma quello che sentivo giusto. Ritrovarmi coerente, fedele a me stessa e ai miei valori, non ha prezzo. Mi troverete sempre qui. A resistere”.







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