Nella mattinata di venerdì 9 aprile, durante un presidio davanti all’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio, le sigle sindacali Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl e la Rsu dell’azienda Ausl reggiana hanno consegnato alla direttrice sanitaria dell’Ausl di Reggio Nicoletta Natalini e al presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss) Giorgio Zanni oltre 2.500 firme per protestare contro la mancata erogazione del salario accessorio ai dipendenti della sanità.
Durante la raccolta delle adesioni tra i professionisti, hanno denunciato Gaetano Merlino della Fp-Cgil, Gennaro Ferrara della Cisl-Fp e Giuseppe Belloni della Uil-Fpl, “è emerso un fatto che dimostra quanto le nostre preoccupazioni siano fondate: ci siamo accorti che con la busta paga di marzo non è stata pagata agli infermieri e agli operatori socio-sanitari che lavorano sui pazienti Covid l’indennità contrattuale specifica. Abbiamo chiesto chiarimenti in azienda, ma per il momento nessuna risposta. Stiamo parlando di centinaia di professionisti che già questo mese hanno trovato 100 euro in meno sullo stipendio”.
In questo scenario, hanno aggiunto i rappresentanti sindacali, “servono risposte certe e più assunzioni stabili. Non bastano più gli una tantum citati dalla risposta indiretta dell’assessore regionale alle politiche per la salute Raffaele Donini, che nei giorni scorsi aveva rassicurato lavoratori e sindacati sul fatto che le risorse economiche arriveranno. Non mettiamo in dubbio le sue parole, ma sono fondamentali i tempi. Stiamo parlando di dipendenti con stipendi non elevati (1.300/1.600 euro netti al mese), che da più di un anno stanno fronteggiando una situazione mai vista nell’ultimo secolo, mettendo a rischio se stessi e le proprie famiglie. È inammissibile che gli si tolga anche un solo euro. Il dipendente della sanità è stanco. Non vuole essere definito eroe e non è certo fannullone. Desidera solo essere trattato con rispetto. Questo passa, per prima cosa, dal pagamento di quanto dovuto”.







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