“Io sarei per riaprire la scuola già in dicembre, ma su questi temi non si possono fare cose diverse uno dall’altro. Di scuola si è parlato troppo poco, per me la scuola è anche socialità, relazioni e stiamo rischiando di non comprendere fino in fondo il prezzo che stiamo facendo pagare ai ragazzi. Se si dovesse decidere per i primi di gennaio è comunque tempo non lontano, ma non bisogna sottovalutare cosa significhi aver rinunciato alla didattica in presenza: il tema della scuola va messo come centrale”.
Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni, parlando a ‘Omnibus’, su La7. “Quando si riaprirà la scuola in presenza serviranno anche turni pomeridiani”, ha continuato.
“L’importante – ha detto – è che quando si riparte si riparta bene. C’è il tema del trasporto pubblico: noi abbiamo aumentato il parco di 400 mezzi, ma mentre nell’extraurbano è utile usare i bus turistici, nell’urbano non sono utili come quelli normali. Poi però bisogna anche darsi da fare, siccome la capienza scenderà al 50%, perché le direzioni scolastiche organizzino per avere anche turni pomeridiani. Capisco il sacrificio per le famiglie, ma piuttosto che fare lezioni in dad credo sia meglio fare qualche sacrificio. Bisogna organizzare le cose nelle città per fare le cose il meglio possibile”.
«Due settimane fa eravamo zona arancione, i numeri dicono che possiamo tornare in zona gialla: presumo che ci andremo dalla prossima settimana. E’ importante ridurre i numeri dei decessi e terapia intensiva», ha risposto alla domanda su ciò che si aspetta, dai dati del monitoraggio, ossia una conferma della ‘zona arancione’ per la regione, in vista di una modifica della collocazione fra sette giorni.






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