Sostiene Cinzia Rubertelli, consigliere Alleanza civica, in Sala del tricolore a Reggio Emilia: “Le sedute del Consiglio comunale, da lunedì, saranno convocate nuovamente in streaming. Non c’è alcun obbligo di legge a sostenere questa modalità di lavoro, ma i gruppi di maggioranza, appoggiati dal Movimento 5 Stelle, hanno detto sì alla proposta del presidente Matteo Iori che andava in questa direzione. Si tratterebbe, ci è stato spiegato durante la riunione dei capigruppo, di un gesto di responsabilità nei confronti del personale comunale coinvolto nelle attività a supporto del Consiglio.
Come Alleanza Civica abbiamo bocciato la proposta. Oggi tante categorie di lavoratori sono in prima linea, pensiamo al personale sanitario, delle forze dell’ordine, a quello della scuola. Pensiamo che anche i dipendenti del Comune preposti all’attività di sala del Tricolore e i consiglieri comunali possano continuare a svolgere il proprio compito in presenza con le opportune precauzioni, almeno fino a quando la normativa lo consentirà. Dal comodo divano delle nostre case per noi consiglieri è impossibile svolgere pienamente quel compito d’indirizzo e controllo che ci spetta.
Vero è che anche durante il lockdown il Consiglio comunale di Reggio ha continuato a lavorare, ma è chiaro a tutti che l’attività online è molto più limitante. Lo dimostra il fatto che in quel periodo una mozione non fu approvata a causa di problemi di connessione internet di un consigliere. Le istituzioni poi devono essere l’esempio di un Paese che reagisce e che, nel rispetto delle regole e delle indicazioni sanitarie, non cede alla paura”.






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È il minimo a costo zero, vedremo...
Assegniamo il compito di indagare al centro sociale labas? O qualcuno preferisce gli antagonisti? Sicuramente hanno i contatti utili per scoprire la verità.
Pensi la fortuna che abbiamo noi reggiani...c'e' gente che spende migliaia di euro per recarsi all'estero e noi abbiamo il mondo (terzo) direttamente qui....non e'
tu chiamale se vuoi percezioni...
Quando prendo un bus a Reggio Emilia mi sento come al mercato di Città del Cairo. Dentro un bus è come stare in via Turri