Lo Spi Cgil di Reggio Emilia non dimentica la figura e il valore del giornalista Sergio Zavoli sottolineandone la perdita non solo come emblema della informazione libera e indipendente, ma soprattutto per la dedizione verso una comunicazione globale come diritto umano e di cittadinanza informata ai valori di rispetto, libertà, uguaglianza.
Con Sergio Zavoli lo Spi di Reggio Emilia aveva costruito una significativa iniziativa pubblica all’Hotel Posta nell’ottobre 2005 all’epoca del terzo governo Berlusconi, animando un dibattito sulla centralità di una comunicazione autorevole, non violentata dal consenso fine a se stesso e dalla barbarie dell’insulto. Ciò da cui oggi siamo sommersi rischiando derive di odio e risentimento anche nelle nostre comunità locali
Era il tempo, quello, in cui ancora abbastanza lontani dalla pressione dei social si comprendeva comunque bene la posta in gioco, per si doveva lottare per una comunicazione pubblica libera dai bavagli e dalla corruzione politica.
Come Sindacato di memoria dei diritti sociali conquistati a caro prezzo, Spi Cgil intende usare questa responsabilità verso la società e la politica locale contro ogni svilimento di quei legami sociali ( e umani) tra generazioni che la cultura della solidarietà e della giustizia sociale aveva rinsaldato nel Paese.
L’incontro del 2005 a Reggio Emilia vide Zavoli dialogare con lo scrittore Piergiorgio Paterlini, con Lucio Saltini, dello Spi nazionale e con il giornalista Marco Sotgiu.
Raccogliere la sfida sul valore strategico della comunicazione, delle conoscenze e dei valori declinandoli con la città, le istituzioni, l’associazionismo, il mondo della scuola e l’università è sempre stato per lo Spi Cgil un obiettivo importante.
La comunicazione ha subìto negli anni profonde trasformazioni e oggi, con la pandemia, viaggia attraverso il web, la tv, la stampa con riunioni in videoconferenza, interventi e iniziative da remoto, mostre e visite virtuali.
Se il mondo è cambiato, noi dobbiamo fare parte di questo cambiamento. L’incontro con Zavoli ha permesso di comprendere la necessità di un nuovo impegno nello scambio tra generazioni. Come SPI Cgil continueremo a lavorare per una informazione libera e democratica non inquinata da manipolazioni strumentali, notizie false (fake news), bufale. Tutto questo punta a condizionare l’opinione pubblica e destabilizza i cittadini. Lo abbiamo visto bene anche nella fase della pandemia.
Lo Spi Cgil dunque si impegnerà a raccogliere l’insegnamento che ci ha lasciato Zavoli affinchè la comunicazione sia veramente improntata ai valori del rispetto della verità, della libertà e dell’uguaglianza.






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