E’ meglio andare in vacanza. Dalla Cassazione, infatti, arriva un giro di vite soprattutto per i dipendenti della pubblica amministrazione, specie i dirigenti, che accumulano giorni di ferie non goduti sperando poi di monetizzarli quando vanno in pensione o si trasferiscono da un ramo all’altro del pubblico impiego.

Per passare all’incasso delle ferie non consumate, non è sufficiente – spiega la Suprema Corte – sostenere la semplice carenza di organico, ma servono documenti circostanziati che dimostrino "eccezionali e motivate esigenze di servizio o cause di forza maggiore" che hanno reso indispensabile la rinuncia alle vacanze, lontano dal lavoro.
Cosi’ e’ stato respinto il ricorso di un ex primario che aveva accumulato 246 giorni di ferie non consumate.






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Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
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C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.