È “Robert Schumann fra maturità e tormento” il tema che Maurizio Baglini affronterà nel suo secondo e ultimo concerto-lezione sabato 4 maggio alle 18 al Teatro Cavallerizza di Reggio. Il pianista, che vanta una brillante carriera come solista, camerista, didatta e direttore artistico, introdurrà ed eseguirà Kreisleriana op. 16 e Gesange der Frühe op. 133.
Si tratta dell’ultimo dei due appuntamenti che la Fondazione I Teatri di Reggio ha proposto fuori abbonamento agli appassionati per presentare i contenuti musicali di un’esecuzione in una continua alternanza tra la musica “spiegata” e la musica suonata. In Kreisleriana op. 16 il profondo amore di Schumann per la letteratura trova il suo spazio di espressione in otto fantasie per pianoforte, a cui affida la voce della sua complessa vita interiore.

Gesange der Frühe op. 133, invece, fu composta da Schumann tre anni prima della morte, quando i segni del declino mentale iniziavano a essere evidenti: diventa dunque una sorta di commiato, lasciato cinque mesi prima del tentato suicidio e della conseguente reclusione in un istituto psichiatrico.
“Schumann mi entusiasma da sempre: ricordo ancora quando lo suonai in pubblico per la prima volta a dodici anni”, ha sottolineato Baglini: “Ho sempre apprezzato il suo anticonformismo, come compositore ma anche come critico e intellettuale. È considerato uno spirito Romantico per eccellenza, ma io lo percepisco come estremamente contemporaneo”.







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e se invece si trattasse della solita percezione ?
Concordo con tutti i commenti precedenti e ricordo che, stando a quanto riportato recentemente, soltanto dai parcheggi il Comune dovrebbe incassare 4 o 5 milioni […]
Suvvia, stava soltanto manifestando il suo disagio: forse ha bisogno di coccole. O di un boia?
Sono più di trent'anni che la lega è al governo o tra i cog... Non mi pare che abbiano conseguito straordinari risultati, nè in questa
Tutto giusto...la viabilità è insostenibile.....i monopattini ti sfrecciano a km esagerati sempre pen sare di sostare i Marciapiedi di via Gorizia per noi pedoni che