Reggio. Istituto comprensivo Pertini, rinviato di un anno il percorso di revisione

istituto scolastico Pertini 1 Reggio Emilia – GM

Il percorso di revisione della rete scolastica di Reggio Emilia, avviato dal Comune dopo il dimensionamento scolastico imposto dal Ministero dell’Istruzione, entra in un’ulteriore fase di approfondimento e confronto con la comunità educante, rinviando di fatto di un anno ogni decisione definitiva.

Le disposizioni arrivate da Roma hanno portato alla costituzione dell’unico Istituto comprensivo Pertini, realtà nata dalla fusione tra Pertini 1 e Pertini 2 dalle dimensioni particolarmente significative: circa 1.730 studenti e studentesse, oltre 200 docenti e circa 50 unità di personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) – una situazione che rende necessario individuare correttivi organizzativi e, più in generale, ripensare l’assetto della rete scolastica cittadina.

Per questo motivo nei mesi scorsi il Comune, in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale e i dirigenti scolastici, ha avviato un articolato percorso di confronto basato sui criteri della territorialità, della comprensività e di una più equa distribuzione del tempo pieno. Il lavoro ha coinvolto l’Officina Educativa, i servizi demografici e della mobilità, le organizzazioni sindacali, il personale scolastico, le famiglie e gli organismi di rappresentanza delle scuole.

Da questo iter è nata una prima proposta di riorganizzazione, elaborata congiuntamente da Comune, Ufficio scolastico territoriale e dirigenti scolastici e successivamente presentata alle organizzazioni sindacali e ai consigli d’istituto interessati. Proprio dal confronto con le diverse componenti della comunità scolastica, però, è emersa la necessità di approfondire ulteriormente le ricadute sui percorsi di continuità educativa, sul curricolo verticale, sulle relazioni consolidate tra scuole e territori, nonché sulla corrispondenza tra l’organizzazione proposta, l’evoluzione demografica della città e le direttrici di mobilità delle famiglie.

Il percorso partecipativo, spiega l’assessora comunale alle politiche educative Marwa Mahmoud, “ci ha restituito osservazioni, preoccupazioni e anche possibili ipotesi alternative che riteniamo doveroso accogliere e approfondire. Siamo ben consapevoli che una scelta destinata a incidere in modo significativo sull’organizzazione educativa della città non possa limitarsi a una ridefinizione dei confini tra istituti, considerando gli effetti che potrà avere sulla continuità educativa, sui percorsi delle famiglie, sull’organizzazione delle scuole e, più in generale, sul modo in cui la rete scolastica dovrà accompagnare l’evoluzione urbanistica e demografica di Reggio nei prossimi anni”.

“Raccogliamo anche le preoccupazioni della dirigente Fusco nella difficile e complessa gestione di un istituto scolastico del primo ciclo di queste dimensioni, reso tale dal dimensionamento scolastico”, precisa Mahmoud, “e preoccupano anche il trend di calo demografico e i tagli al personale scolastico e ai collaboratori Ata preannunciati nella manovra di bilancio” del governo Meloni.

Per questo, conclude l’assessora, “riteniamo necessario dedicare il tempo adeguato a valutare attentamente le implicazioni della riorganizzazione, mettere a confronto le diverse opzioni emerse durante il percorso partecipativo e arrivare a una proposta complessiva, solida e condivisa, che dovrà essere approvata entro l’anno 2027 perché possa entrare in vigore dall’anno scolastico 2028-2029. […] Proprio grazie a quanto emerso attraverso un dialogo ampio e un confronto diffuso, oggi sentiamo il dovere di prenderci un’altra annualità, il tempo necessario per arrivare a una proposta condivisa capace di interpretare al meglio i bisogni presenti e futuri della città”.



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