In vista dell’iter di perfezionamento della legge di bilancio 2027, il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni ha scritto una lettera – condivisa e sottoscritta da tutti i sindaci reggiani – alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per chiedere misure concrete per garantire la sostenibilità dei bilanci comunali e la continuità dei servizi.
“I nostri territori”, sottolinea Zanni nella lettera, “stanno affrontando una nuova drammatica spirale di rincari che colpisce direttamente le comunità, le famiglie, le aziende e, di conseguenza, la sostenibilità finanziaria degli enti locali. Oltre all’ulteriore impennata dei costi energetici per le forniture di elettricità e gas, le amministrazioni comunali e provinciali si trovano a sostenere una sommatoria di costi straordinari e non rinviabili”.
Un esempio? “I rinnovi dei contratti per i dipendenti, con particolare riferimento al personale della scuola, dei servizi per l’infanzia e dei servizi sociali, rappresentano un atto di giustizia nei confronti di lavoratrici e lavoratori su cui pesa ogni giorno un’inflazione forte e costante. È importante sottolineare come questi aumenti retributivi abbiano inciso sui bilanci dei Comuni e delle Province senza che lo Stato abbia previsto alcuna forma rilevante di copertura o contributo perequativo a sostegno delle finanze locali”.
A questo “si aggiunge l’ulteriore preoccupazione per le ricadute delle annunciate modifiche a valere sull’Irpef, le quali rischiano di impattare negativamente sulle entrate degli enti locali. È indispensabile garantire che tale misura non si traduca in una perdita di risorse a danno delle amministrazioni territoriali”.
“Tutto ciò”, prosegue Zanni, “si inserisce in un quadro in cui il caro-bollette continua a gravare sempre più drammaticamente sulle famiglie, sul tessuto produttivo e sui bilanci degli enti locali, che si trovano ormai di fronte a un preoccupante punto di rottura dei propri equilibri economico-finanziari”.
Dalle prime bozze della legge di bilancio 2027, sottolinea però la lettera, “prendiamo atto con forte preoccupazione dell’assenza di misure e risorse adeguate a compensare questi straordinari aumenti di spesa. Ci sentiamo, in questo passaggio decisivo, lasciati soli a far fronte a dinamiche macroeconomiche e decisioni che prescindono dai nostri piani di lavoro, gravando però direttamente sulle nostre comunità. […] Non chiediamo interventi assistenziali, ma le condizioni finanziarie per continuare a svolgere il nostro ruolo di argine sociale e di motore di sviluppo del territorio”.
Per tutte questo ragioni, i sindaci e le sindache della provincia reggiana chiedono al governo e al Parlamento una serie di misure: l’istituzione di un fondo straordinario di compensazione destinato a Comuni, Unioni di Comuni e Province per la copertura degli extra-costi energetici, delle materie prime e dei rinnovi contrattuali; la cancellazione degli accantonamenti forzosi già previsti negli scorsi anni dal governo a danno dei bilanci degli enti locali a valere sulle annualità 2027 e 2028 e lo sblocco immediato delle risorse accantonate nel 2026; la “totale compensazione” delle perdite di gettito derivanti dalle modifiche in materia di Irpef; l’introduzione di clausole di salvaguardia e flessibilità di bilancio per consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione e delle entrate straordinarie a copertura delle spese correnti collegate ai rincari.
L’ultima richiesta, infine, è quella di un tavolo di confronto urgente tra governo, Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) e Upi (Unione delle Province d’Italia) “per definire un piano di sostegno strutturale agli enti locali. Lasciare soli gli enti locali significa lasciare soli i cittadini e le imprese che proprio nelle istituzioni territoriali cercano e devono continuare a trovare risposte celeri, puntuali e concrete”, conclude la lettera.






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