Alla fine anche Botteghe Oscure è diventato un albergo di lusso. Nel palazzo che per decenni ospitò la direzione del Pci oggi ci sono camere e suite. Cinque stelle, naturalmente. Non quelle di Grillo: cinque stelle vere, con servizio in camera.
Il vecchio Bottegone di via delle Botteghe Oscure 4 è stato restaurato. Qualcosa è rimasto: l’androne di Giò Pomodoro, la stella nel pavimento, il busto di Gramsci. Anche il balcone dal quale Enrico Berlinguer parlò dopo le elezioni del 1976. Ora appartiene a una camera dell’hotel.
La storia non torna mai nello stesso modo. Qualche volta si limita a cambiare arredamento.
Vista dall’Emilia, però, la notizia dice qualcosa di più. Perché Botteghe Oscure era a Roma, ma il Pci da queste parti era sotto casa. Nei municipi, nelle cooperative, nelle sezioni, nelle Case del popolo. Nelle Feste dell’Unità dove si lavorava gratis, si mangiavano cappelletti e si discuteva di politica. A Reggio, Modena, Bologna e nella pianura non era soltanto un partito. Era un pezzo della vita quotidiana.
Non serve farne un santino. C’erano Mosca, l’ortodossia, le contraddizioni, le verità rimosse. E c’era un sistema di potere locale forte, a tratti soffocante. Ma ridurre quella storia al potere sarebbe altrettanto sbagliato. Il Pci emiliano fu anche una gigantesca macchina di partecipazione popolare.
Operai, contadini, artigiani, impiegati. Gente che magari non aveva mai letto Marx e conosceva Gramsci per sentito dire, ma passava la domenica a montare tavoli, friggere gnocco, distribuire volantini, discutere un ordine del giorno. La politica occupava tempo, produceva relazioni, costruiva appartenenza.
Botteghe Oscure era il vertice lontano di quella piramide. Per migliaia di emiliani rappresentava qualcosa senza bisogno di esserci mai entrati.

Poi tutto è finito. Il Pci nel 1991, ma più lentamente anche il mondo che gli stava intorno. Le sezioni hanno chiuso, le Case del popolo hanno cambiato pelle, il tesseramento di massa è scomparso. Le feste sono rimaste, ma non sono più la stessa cosa. E la politica, da esperienza collettiva, è diventata sempre più consumo individuale.
È questo che rende interessante il nuovo hotel. Non il destino immobiliare di un palazzo romano, ma la distanza che misura.
Dove si decideva la linea del più grande partito comunista dell’Occidente oggi si prenota una suite. Gramsci è nella hall. Sul balcone di Berlinguer può affacciarsi un turista appena sveglio. E il vecchio Pci, dopo falce e martello, ha finalmente conquistato le cinque stelle.
Si può sorridere. Senza rimpiangere quel mondo e senza fingere che fosse migliore.
Ma in Emilia sappiamo che dietro Botteghe Oscure non c’era soltanto un gruppo dirigente. C’erano centinaia di migliaia di persone per le quali la politica era una parte della vita.
Il palazzo è ancora lì. È quel mondo, semmai, che non c’è più.






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