L’allarme è scattato subito dopo il suo allontanamento dalla casa del fratello, in Abruzzo, dove era ristretto agli arresti domiciliari, ma l’immediata attivazione del piano di ricerche – anche a Reggio Emilia, dove il ventiduenne risulta ancora residente – ha dato i suoi frutti nel giro di poche ore: nella tarda serata di giovedì primo ottobre, poco prima di mezzanotte, il fuggitivo è stato rintracciato in piazzale Europa dai carabinieri reggiani della Sezione radiomobile, che lo hanno arrestato con l’accusa di evasione.
Il giovane era stato arrestato una prima volta lo scorso febbraio a Reggio: in quell’occasione il ventiduenne, dopo che gli era stato comunicato che si sarebbe dovuto trasferire dall’alloggio temporaneo in cui viveva, si era infuriato e aveva iniziato a proferire gravi minacce e insulti contro la cristianità, invocando la “guerra agli infedeli”.
All’arrivo delle forze dell’ordine, il ventiduenne, anziché calmarsi, aveva opposto una strenua resistenza: dopo essere stato disarmato (aveva in tasca un grosso coltello da cucina) aveva ingaggiato una colluttazione con i poliziotti, tentando persino di sfilare l’arma d’ordinanza a uno degli agenti, prima di essere definitivamente bloccato e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di oggetti atti a offendere.
Dopo qualche mese in carcere, lo scorso 11 agosto gli erano stati concessi gli arresti domiciliari a casa del fratello, in provincia di Teramo. Giovedì primo ottobre, però, il ventiduenne si è allontanato dall’abitazione senza permesso, facendo scattare immediatamente le ricerche sia in Abruzzo che in Emilia, fino al suo ritrovamento e al nuovo arresto.






potremmo dire “a Rez’ a ghe’ na busa”……
Domanda: che trattamento riceverebbe nel proprio paese di origine? Non sarebbe il caso di essere inclusivi e farlo sentire a casa?