Un Cpr a Bologna? De Pascale contro il governo: “Vogliono fare campagna elettorale”

Michele de Pascale ospedale Sant Anna Castelnovo Monti – AUSL

“Negli altri casi si parla di destinazioni regionali, casualmente in Emilia-Romagna invece si parla di una città specifica, quindi la volontà è quella di fare campagna elettorale”: è netta la posizione del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, che commenta così l’annuncio del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sull’intenzione del governo di realizzare sei nuovi centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in Italia – e sulla possibilità che in Emilia-Romagna la struttura sorga proprio nel capoluogo, a Bologna.

Lo scorso 30 settembre il ministro, rispondendo a un question time alla Camera, aveva detto di aver avviato le procedure per la realizzazione di sei nuove strutture: una in Campania, due in Trentino-Alto Adige, una in Calabria, una in Toscana e una appunto in Emilia-Romagna, oltre al rafforzamento dei Cpr già presenti in Lazio, Sicilia e Sardegna.

Per de Pascale, tuttavia, le tempistiche dell’annuncio sono più che sospette: “Ci sono stati quattro anni di questo governo, ma si arriva agli ultimi sei mesi e le cose si fanno tutte adesso”, evidenzia il presidente della Regione, che pure nei mesi scorsi aveva aperto all’ipotesi di un Cpr in Emilia. “Io credo di aver dato sempre il massimo della disponibilità al confronto, al dialogo e all’ascolto, però la modalità mi sembra la tipica modalità di campagna elettorale”.

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, invece, per ora resta attendista (con velata polemica): “Commenterò questa notizia quando avremo istituzionalmente qualche comunicazione. Faccio fatica a esprimermi su cose che non conosco, al momento non ci è stato detto nulla”.



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