Il consiglio comunale di Reggio Emilia, nella seduta di lunedì 14 settembre, ha respinto l’ammissibilità dell’ordine del giorno urgente “Richiesta di spiegazioni sul grave stravolgimento della Festa della Madonna della Ghiara (Giarèda) e sulla tutela della tradizione identitaria della città”, presentato dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia.
Nel mirino c’era la decisione della giunta Massari di consentire la presenza dei banchetti tradizionali della sagra della Giarèda solo nei primi tre giorni, dal 4 al 6 settembre, escludendoli di fatto dal giorno clou: martedì 8 settembre, festa della Madonna della Ghiara.
Il documento chiedeva alla giunta Massari di riferire in consiglio comunale “i motivi politici, culturali, organizzativi e di viabilità” dietro la scelta di apportare alcune modifiche (“una sperimentazione”, in ogni caso, secondo l’amministrazione comunale) alle edizioni 2025 e 2026 della manifestazione, bollate come “profondi e gravi rispetto alla tradizione della città”.
Fratelli d’Italia chiedeva anche “perché il consiglio comunale non sia stato previamente coinvolto su una questione di così evidente rilievo identitario”, invocando l’apertura di un tavolo pubblico con consiglio comunale, Fabbriceria della Ghiara, Servi di Maria, diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, associazioni di categoria, commercianti storici, operatori della sagra e associazioni di tradizione cittadina “con l’obiettivo di ricomporre l’unità tra solennità mariana e festa popolare”.
Il partito di opposizione, infine, chiedeva garanzie sul fatto che a partire dall’edizione del 2027 la giornata dell’8 settembre tornasse a essere il fulcro della Giarèda, “con la presenza delle bancarelle e della festa diffusa fino alla conclusione delle celebrazioni religiose e con corso Garibaldi restituito al suo ruolo di via naturale della festa davanti
al tempio”.
Discussione rimandata, almeno per il momento: l’ammissibilità dell’odg è stata votata solo da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e lista civica Per Reggio Emilia/Tarquini (8 sì), mentre si sono espressi contro Partito Democratico, Movimento 5 Stelle ed Europa Verde – Possibile (16 no).






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