Passata la Festa (dell’Unità), “gabbato lo santo”: ne è convinto il consigliere comunale e capogruppo della lista civica Per Reggio Emilia Giovanni Tarquini, secondo cui la vicenda del cosiddetto “bosco di Ospizio”, “anche se per alcuni bosco non è, rivela una delle grandi contraddizioni della sinistra, che in più di un’occasione abbiamo denunciato”.
L’area verde di via Emilia Ospizio, per Tarquini, “è infatti l’emblema di un’insanabile spaccatura tra i leader dei partiti e delle amministrazioni locali governate dal campo largo e i fedelissimi elettori, i soli e veri portatori di quei valori, principi e ideologie, professate ma non praticate dai loro eletti. In sostanza c’è una dimensione molto forte, fatta soprattutto di giovani e attivisti che stanno vivendo una sorta di tradimento che, in realtà, non è altro che la rivelazione di un inganno”.
In altre parole, precisa il consigliere comunale, “ormai è chiaro che in merito alle scelte che incidono sul sistema economico cooperativistico, dunque sul profitto, la sinistra predica bene (per cercare ovviamente di rabbonire i suoi elettori) ma razzola male, poiché non ha avuto la forza di governare e orientare al bene la fitta rete di quel sistema politico, economico e affaristico in cui ormai si trova avviluppata da anni”.
“Vedremo presto, ahimè, quale soluzione e quale destino avrà la vicenda del Conad di Ospizio. Personalmente credo che su tutto dovrà e potrà prevalere solo la legge e il corretto esercizio dei diritti, a partire da quelli cosiddetti acquisiti, ma ciò che conta è che rimanga memoria di questo cortocircuito politico-amministrativo della sinistra. E che ci si ricordi che sindaco e giunta hanno firmato un atto esecutivo prima ancora che quell’atto fosse discusso nella seduta del consiglio comunale fissata su iniziativa popolare, dunque dedicata all’ascolto. Un ascolto rivelatosi quindi del tutto inutile, una farsa”.
La “stessa grande ipocrisia”, secondo Tarquini, “che traspare chiaramente anche in questi giorni alla Festa locale e nazionale dell’Unità. La kermesse di un partito che propone a tutti come proprio vessillo la bandiera della democrazia e del confronto di idee e di pensieri, con la presunzione di essere soltanto loro i degni eredi dei Padri costituenti che sul principio della pluralità di pensiero hanno costruito le fondamenta della Repubblica, ma dove in realtà ogni sera si esibiscono solo i loro rappresentanti, ideologi, affezionati e speranzosi affiliati, che se la suonano e se la cantano senza alcun vero confronto. A noi non rimane altro che una grande delusione al pensiero di chi erano e di come erano i loro predecessori”.
Per il consigliere di opposizione “soltanto una vera e sana alternanza porterà a Reggio quel serio e incisivo cambiamento di cui si avverte il bisogno ogni giorno di più. Fino ad allora saremo costretti ad assistere a questo falso e mesto teatrino. Quanto al bosco di Ospizio e alla sua strenua difesa da parte di cittadini responsabili e ambientalisti, che dire? ‘Passata la Festa, gabbato lo santo’. Che tradotto: passato il comizio finale della Schlein, arriveranno le ruspe”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu