A Reggio Emilia è stata prorogata fino al 30 settembre – e ampliata anche a viale Ramazzini – l’ordinanza del sindaco Massari che dispone la chiusura degli esercizi di vicinato del settore alimentare fino a 250 metri quadrati di superficie in alcune zone della città, dalle 22 di ogni sera fino alle 6 del mattino successivo.
Il nuovo provvedimento, che accoglie le segnalazioni di cittadinanza attiva e dei referenti dei gruppi di controllo di vicinato e che è stato condiviso durante la riunione del 31 agosto del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, mira a limitare il consumo di alcol nelle ore serali e notturne.
“Si tratta di uno strumento di durata temporanea, legato al rischio che consumo di alcol e assembramenti possano determinare situazioni problematiche per l’ordine pubblico e il pacifico utilizzo degli spazi pubblici in determinati periodi dell’anno”, spiega Massari, “anche considerato che nelle prossime settimane sono attese in centro storico migliaia di persone per le tante iniziative in programma. Insieme a videosorveglianza, riqualificazione e cura del territorio, azioni educative e sociosanitarie, costituisce uno strumento di supporto alle attività delle forze dell’ordine nel presidio attivo di alcune zone della città”.
L’ordinanza riguarda gli esercizi di vicinato del centro storico (quelli situati all’interno dell’area dell’esagono), della zona del Cimitero monumentale e del Gattaglio, del quartiere Gardenia, dell’area della stazione ferroviaria storica e del quartiere Santa Croce – includendo il quadrilatero compreso tra via Veneri, via dell’Aeronautica e viale Ramazzini.
Sono esclusi dal provvedimento gli esercizi commerciali di somministrazione di alimenti e bevande con superficie superiore a 250 metri quadrati e le relative distese legittimamente autorizzate – in quanto questi, come spiega il Comune, “beneficiano di organizzazione e sistemi di sicurezza”; è prevista la possibilità di specifiche deroghe in occasione di particolari manifestazioni e iniziative. L’ordinanza, inoltre, non si applica ai pubblici esercizi e alle attività adibite alla produzione artigianale di merce alimentare e prodotti gastronomici.
La sanzione per chi vìola l’ordinanza va da un minimo di 500 a un massimo di 5.000 euro, con la possibilità per il questore – se la trasgressione è commessa due volte in un anno – di sospendere l’attività in questione per un massimo di 15 giorni, anche in caso di pagamento del verbale.






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