Acer, bilancio in rosso e stipendi d’oro al cda. Lega: “È questa la priorità di Amico?”

Acer Reggio Emilia

“Una vicenda che lascia francamente senza parole” per Alessandro Rinaldi, consigliere comunale e capogruppo della Lega in Sala del Tricolore. È quella di Acer Reggio Emilia: mentre chiude il bilancio 2025 con un disavanzo di quasi 430.000 euro, “e il presidente Federico Amico continua ad attribuire le responsabilità ai consulenti esterni, al contenzioso con l’Agenzia delle Entrate e alla morosità degli assegnatari, la priorità diventa raddoppiare il compenso del presidente e aumentare quello dei componenti del consiglio di amministrazione”.

Per il leghista “è una scelta politicamente incomprensibile e profondamente sbagliata. In qualsiasi amministrazione improntata al buon senso, quando un ente attraversa una situazione economica così delicata, i vertici dovrebbero dare il buon esempio, dimostrando sobrietà, responsabilità e attenzione nell’utilizzo delle risorse pubbliche”.

Ad Acer, invece, “accade esattamente il contrario: mentre si parla di piano di risanamento e si chiedono sacrifici, aumentano gli emolumenti di chi è chiamato a governare l’ente. La questione non è soltanto se tale aumento sia formalmente legittimo. Il vero tema è se sia politicamente ed eticamente opportuno che chi guida un ente con un bilancio in perdita percepisca un compenso che passa a circa 85.000 euro lordi annui. Ancora più grave è il messaggio che si trasmette ai cittadini e agli assegnatari degli alloggi popolari: da una parte si invocano difficoltà economiche, contenziosi fiscali e morosità; dall’altra si trovano le risorse per incrementare sensibilmente i compensi dei vertici”.

Amico, ricorda Rinaldi, “continua a sostenere che i problemi derivino da errori commessi tra il 2017 e il 2020. Ma allora la domanda resta sempre la stessa: chi doveva vigilare? Chi doveva controllare? Chi aveva il dovere di accorgersi prima di ciò che oggi viene raccontato come una scoperta improvvisa? Su questi interrogativi continuiamo a non ricevere risposte”.

Per la Lega “prima di parlare di aumenti degli stipendi sarebbe stato doveroso fare piena chiarezza sulle cause del disavanzo, rendere pubblica tutta la documentazione relativa al contenzioso con l’Agenzia delle Entrate e dimostrare ai cittadini che ogni euro delle loro risorse è stato amministrato con la massima attenzione”.

Rinaldi ribadisce la richiesta di una commissione consiliare dedicata “nella quale il presidente Amico, la direzione e il collegio sindacale riferiscano pubblicamente sull’origine del disavanzo, sull’attività di vigilanza svolta e sulle motivazioni che hanno portato ad approvare un così rilevante incremento dei compensi dei vertici aziendali. Quando un ente pubblico chiude i conti in rosso, chi lo guida dovrebbe assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte, non premiarsi con un aumento di stipendio. I cittadini reggiani meritano amministratori che diano l’esempio, non che chiedano fiducia mentre aumentano il costo della governance dell’ente”.



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