I sindaci del distretto ceramico emiliano provano a fare fronte comune davanti a una delle sfide più delicate per il futuro del comparto. Matteo Mesini (Sassuolo), Marco Biagini (Fiorano Modenese) e Giorgio Zanni (Castellarano), quest’ultimo anche presidente della Provincia di Reggio Emilia, hanno inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein chiedendo un impegno condiviso per rivedere il sistema europeo Ets, il meccanismo di scambio delle quote di emissione di CO₂.
La scelta dei destinatari è il primo elemento politico della vicenda. I tre amministratori, tutti del Partito Democratico, si rivolgono contemporaneamente alla leader del governo e a quella del principale partito di opposizione, chiedendo che su una questione decisiva per il futuro dell’industria italiana prevalga una posizione unitaria del Paese.
Al centro della preoccupazione c’è il distretto ceramico tra Modena e Reggio Emilia, una delle principali eccellenze manifatturiere italiane ed europee. Un sistema che occupa circa 40.000 lavoratori, esporta in tutto il mondo e rappresenta uno dei simboli del made in Italy.
Secondo i sindaci, l’attuale evoluzione dell’Ets rischia però di mettere in difficoltà un settore che utilizza forni ad alta temperatura alimentati prevalentemente a gas naturale, per i quali non esistono ancora alternative tecnologiche mature e sostenibili su scala industriale. L’aumento del costo delle quote di emissione e la progressiva riduzione delle quote gratuite fanno crescere i costi di produzione, con il rischio di compromettere la competitività delle imprese europee rispetto ai concorrenti di Paesi che non applicano regole analoghe.
Nella lettera non viene contestato l’obiettivo della decarbonizzazione, ma il modo con cui la transizione viene attuata. La richiesta è quella di adeguare il sistema europeo ai tempi dell’innovazione tecnologica, evitando che produzioni e investimenti si spostino fuori dall’Europa senza alcun beneficio reale per il clima.
Il settore ceramico è da tempo tra quelli che chiedono una revisione dell’Ets, sostenendo che i comparti cosiddetti hard to abate, nei quali la riduzione delle emissioni è tecnicamente più complessa, necessitino di una disciplina capace di accompagnare la transizione senza penalizzare la competitività.
L’appello dei tre sindaci aggiunge un elemento politico significativo. In un clima spesso segnato dalla contrapposizione, il distretto chiede che la difesa di una filiera strategica diventi una priorità nazionale. La scelta di rivolgersi insieme a Meloni e Schlein va proprio in questa direzione: costruire una posizione italiana forte nel confronto con Bruxelles, a tutela di uno dei principali motori industriali del Paese.






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