Hellwatt, Tarquini: “La maggioranza usa pretesti per evitare domande scomode”

il consigliere comunale Giovanni Tarquini – YTGT

A Reggio Emilia continuano a piovere critiche sulla decisione dei gruppi consiliari di maggioranza di disertare la commissione convocata dalle opposizioni per discutere del disastro Hellwatt Festival, assenza che ha portato alla cancellazione della seduta per mancanza del numero legale.

“Un segnale istituzionale preoccupante e una scelta difficile da giustificare di fronte alla cittadinanza”, secondo il consigliere comunale e capogruppo della lista civica Per Reggio Emilia Giovanni Tarquini e Matteo Marchesini dell’associazione Reggio Civica: “L’annullamento dell’Hellwatt Festival non è stato un semplice contenzioso commerciale a porte chiuse, ma un evento che ha impattato pesantemente sulla reputazione, sull’indotto economico e sulle prospettive di attrattività culturale della città e della Rcf Arena”.

Per Tarquini “sostenere che la vicenda appartenga unicamente alla sfera dei ‘rapporti tra soggetti privati’ significa ignorare deliberatamente la portata pubblica dell’evento e il ruolo che il sistema cittadino (comprese le istituzioni e le partecipate/partner) ricopre nella gestione della cosa pubblica”.

Sono molti, secondo il consigliere di opposizione, gli aspetti “davvero incomprensibili” della mossa di Partito Democratico e alleati: “Innanzitutto così si provoca lo svuotamento del ruolo di controllo del consiglio. Le commissioni consiliari sono la sede naturale in cui le forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, esercitano il proprio mandato di indirizzo e verifica. Rifiutarsi di partecipare significa depotenziare uno strumento di democrazia e trasparenza, trasformando la presenza istituzionale in una scelta ‘a geometria variabile’ a seconda di chi viene audito. Causando la perdita di un confronto fondamentale sulla vicenda”.

La commissione del 12 giugno scorso, in effetti, aveva visto la presenza solo dei rappresentanti di C.Volo, la società che gestisce la Rcf Arena: “Rifiutare oggi l’ascolto dell’ex direttore artistico Victor Yari Milani, pur con tutte le cautele legate ai contenziosi pendenti e alla necessità di valutare criticamente le dichiarazioni delle parti, priva i consiglieri e i cittadini dell’opportunità di avere un quadro completo e bilanciato della vicenda. Il dovere della politica non è schierarsi o evitare il dibattito, ma approfondire per capire dove le cose non hanno funzionato. In buona sostanza si tratta di una opportunità perduta per la città”.

“Liquidare l’approfondimento come una ‘telenovela politica’ o un tentativo di alimentare polemiche”, prosegue Tarquini, “appare come un pretesto per evitare un passaggio scomodo. Per far sì che la Rcf Arena rappresenti davvero un patrimonio strategico per Reggio, serve massima chiarezza sulle criticità gestionali e organizzative che hanno portato al fallimento di un festival di tale portata, al fine di evitare che simili episodi si ripetano in futuro. Sottrarsi al confronto in commissione, in nome di un presunto rispetto della terzietà istituzionale, rischia di trasmettere il messaggio opposto, quello di una maggioranza che preferisce chiudere a chiave la stanza del dibattito anziché affrontare con trasparenza le ombre di una vicenda che ha profondamente segnato la città”.

Si tratta “di un atto politico grave, una significativa fuga di responsabilità. Pretendere di ‘guardare avanti’ e costruire il futuro della Rcf Arena stendendo un velo di silenzio sul passato recente non è pragmatismo, è strabismo tattico. Le istituzioni non si tutelano lasciando le sedie vuote per paura del rumore, ma restando seduti a fare domande, anche e soprattutto quelle più scomode. Se il potere decide che la curiosità dell’opposizione è solo ‘polemica’ e che i cittadini non hanno diritto di ascoltare tutti i protagonisti di un fallimento culturale ed economico, a uscire sconfitta non è l’opposizione, ma l’intera città”.



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