Ha rischiato di trasformarsi in una costosa disavventura la vacanza a Marina di Pietrasanta (Lucca) di un turista di 34 anni residente in Germania: il 20 luglio scorso, mentre l’uomo si godeva il mare toscano, infatti, qualcuno ha rubato la sua moto elettrica (dal valore di ben 12.000 euro), parcheggiata appena fuori da uno stabilimento balneare.
Quando il trentaquattrenne si è accorto del furto, analizzando i dati del dispositivo di tracciamento Gps nascosto sul mezzo ha scoperto che la moto era in movimento sull’autostrada A1, in direzione nord. La mattina seguente, sempre grazie al segnale Gps, il derubato ha localizzato la sua moto in un cortile condominiale a Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, e ha allertato i carabinieri.
I militari della stazione di Albinea, in effetti, una volta arrivati sul posto hanno trovato la moto rubata: era in un garage privato, lasciato completamente aperto, ed era già stata parzialmente smontata e privata della targa. Nelle vicinanze i carabinieri hanno notato un furgone attrezzato con un letto, utilizzato come abitazione di fortuna da un uomo di 57 anni e da una donna di 50 anni, entrambi risultati senza fissa dimora.
Interrogato sulla presenza della moto, l’uomo ha fornito una versione decisamente inverosimile, sostenendo di non essersi mai mosso da Casalgrande e di aver visto, la sera prima, uno sconosciuto lasciare la moto in questione nel garage per poi allontanarsi.
Le indagini, però, hanno rapidamente smontato questa ricostruzione: incrociando le immagini dei varchi stradali (Ocr) in provincia di Reggio e quelle dei sistemi di videosorveglianza del comune della Versilia, i carabinieri hanno scoperto che il giorno precedente il furgone della coppia aveva viaggiato proprio verso Marina di Pietrasanta, transitando in orari e luoghi perfettamente compatibili con il momento in cui era stato messo a segno il furto. In Toscana, inoltre, le telecamere avevano immortalato sia l’uomo che la donna all’interno dell’abitacolo del furgone in movimento.
Sulla base di quanto emerso, la moto elettrica è stata sequestrata e immediatamente restituita al legittimo proprietario. I due, invece, sono stati denunciati con l’accusa di concorso in furto aggravato (dall’essere stato commesso su cose esposte per necessità alla pubblica fede, con violenza sulle cose e cagionando un grave danno patrimoniale).






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